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Dieta senza glutine: una moda pericolosa?

La dieta senza glutine è sempre più diffusa, nonostante comporti dei rischi per la salute. La Dott.ssa Anna Lorella De Mariani, biologa nutrizionista, ci spiega perché.

Anche in Italia, sono sempre di più i seguaci della dieta gluten free.


Un tempo, rinunciare a pasta, pane e dolci era considerato un sacrificio. Oggi, eliminare dalla propria alimentazione i prodotti a base di glutine è una vera e propria moda. La tendenza è esplosa negli Stati Uniti, sull’esempio di star come Gwyneth Paltrow e Miley Cyrus. In poco tempo ha fatto il giro del mondo, conquistando il grande pubblico. L’hashtag #glutenfree spopola sui social network e sono sempre di più i food blogger e i siti di cucina che propongono delle ricette senza glutine.

Evitare questa proteina, presente in molti cereali (frumento, orzo, farro, kamut…), è giudicato “salutare”. E non solo per le persone che soffrono di una vera e propria intolleranza alimentare – la famigerata celiachia – ma per chiunque voglia avere uno stile di vita sano. Secondo i suoi difensori, la dieta gluten free aiuterebbe a sentirsi più in forma, a ridurre il gonfiore addominale, a liberarsi di nausea, emicrania e altri disturbi frequenti. 

I nutrizionisti, invece, sono perplessi. Le diete senza glutine per non celiaci, spesso fai da te, provocherebbero delle carenze alimentari e dei rischi per la salute. Tanto più che, in alcuni casi, le ricette glutenfree sono anche vegan, e quindi non contengono alcun derivato animale (carne, pesce, latte…). Inoltre, degli studi recenti hanno confermato che rinunciare al glutine non aiuta a perdere peso, nonostante questa sia una delle motivazioni per cui tanti non celiaci puntano sul gluten free. 

Vale davvero la pena di mangiare una torta di farina di miglio (magari senza uova e senza burro), quando non si è celiaci (né vegani)? Oppure consumare meno prodotti a base di glutine farebbe bene a tutti? La Dott.ssa Anna Lorella De Mariani*, biologa nutrizionista specialista in biochimica clinica, ci aiuta a fare chiarezza dandoci qualche consiglio per un’alimentazione sana. 

Le diete gluten free sono la tendenza del momento. Come mai?
Non credo si possa parlare di un incremento repentino di malati ma, più che altro, di persone che mostrano una sensibilità al glutine, pur non essendo celiache. Anche questa sindrome colpisce l’intestino, provocando gonfiori, stitichezza, diarrea, ma in modo meno grave: l’infiammazione delle mucose, infatti, non porta mai all’atrofia dei villi tipica della celiachia. In più, questo disturbo procura una serie di fastidi, spesso di natura neurologica, come dolori articolari, formicolii, mal di testa, nervosismo e apatia.    

Queste diete comportano dei rischi per la salute? 
Il glutine deve essere eliminato dalla dieta nei soggetti celiaci; nelle persone sane, una completa eliminazione può risultare dannosa perché, con il passare del tempo, il nostro corpo non riconosce più il glutine e lo considera un “nemico” con reazioni avverse anche gravi nel momento in cui viene reintrodotto. L'ingiustificata eliminazione dalla dieta di un alimento può diventare pericolosa e quindi non va effettuata. 

In molti dicono che, eliminando il glutine dalla dieta pur non essendo celiaci, hanno risolto i problemi di stitichezza, gonfiore, stanchezza... è un effetto placebo? 
Il frumento e il glutine sono tra le cause più importanti di infiammazione da cibo e intolleranza alimentare. È normale che il frumento in Italia sia tra i maggiori responsabili di una situazione così diffusa, perché è uno dei cibi più utilizzati nella nostra alimentazione. In altri paesi, come il Giappone, le sostanze che danno maggiori reazioni sono il riso e la soia. Personalmente consiglio, anche nelle persone sane, di seguire una dieta gluten free 2 giorni alla settimana per evitare il ricarico alimentare sistemico.

Quali sono gli alimenti contenenti glutine da preferire nell'ambito di un'alimentazione equilibrata? 
Nella situazione sociale e ambientale attuale appare indispensabile favorire la varietà dell’alimentazione, anche perché la ripetizione sistematica dell’assunzione di alcuni alimenti dà facilmente luogo all’insorgere di nuove ipersensibilità. Personalmente sconsiglio alimenti raffinati siano essi di frumento, kamut, farro... 

In quali quantità vanno consumati? 
Oltre la quantità è da considerare la frequenza che questi alimenti vengono assunti, evitare che tutti i pasti e anche gli spuntini siano fatti con un sovraccarico di glutine, perché è utile che l'organismo non subisca sistematiche aggressioni al proprio equilibrio.


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