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Allergia al polline: come tenerla sotto controllo

Il naso che cola, la gola irritata, i pruriti... ogni anno, in primavera, si ripresentano puntualmente gli stessi sintomi. I nostri consigli per combatterli.

Scoprite come riconoscere l'allergia al polline e i metodi per combatterla.


Riconoscere i sintomi dell’allergia ai pollini

Molto spesso, il raffreddore da fieno assomiglia ad un raffreddore classico, con i soliti sintomi: naso che cola, naso tappato, starnuti. A volte compaiono anche altri sintomi legati all’allergia, come la congiuntivite (gli occhi che lacrimano, che diventano rossi, che prudono), i pruriti al naso e, a volte, al palato.

Perché una persona allergica si mette a starnutire quando si trova in presenza del polline?
Semplicemente perché il suo corpo crede di identificare il polline come un nemico che bisogna eliminare e quindi rigettare. Anche il naso tappato è un tentativo di creare una barriera contro il polline.

Si è più allergici in città o in campagna?
Non si è più allergici quando si abita in campagna. Paradossalmente, i pollini possono essere più aggressivi in città a causa dell’inquinamento.

A che età si diventa allergici?
Le prime allergie appaiono di solito tra gli 8 e i 20 anni, ma non è una regola sempre valida. A volte si diventa allergici da adulti.

Copyright foto: Istock

Quando arriva l'allergia ai pollini?

Le 3 grandi famiglie di vegetali contenenti pollini che provocano l’allergia sono:
- gli alberi
- le graminacee
- le erbacee

I tipi di pollini responsabili delle riniti allergiche cambiano in base alle piante, e quindi in base alle regioni e alle stagioni.

Di solito, i sintomi della rinite appaiono:


- dalla fine dell'inverno all'inizio della primavera: per i pollini degli alberi (cipressi, betulle, frassini...);

- in primavera per quelli delle graminacee (praterie, prati, giardini...);

- in estate per le erbacee (artemisia, ambrosia...).

Ciò nonostante, certi pollini restano nell’aria per tutto l’anno.

Le cure

Per combattere le allergie, il medico può prescrivere dei farmaci antistaminici.

Rispettare la posologia è fondamentale. Gli antistaminici hanno un effetto sedativo che può provocare sonnolenza. Fate attenzione, per esempio, se dovete guidare.

Gli antistaminici classici possono anche essere abbinati a dei corticosteroidi specifici per il naso o per gli occhi. In farmacia, inoltre, si trovano anche dei rimedi omeopatici.

In ogni caso, quando si è in una situazione particolare (per esempio durante la gravidanza) e non si conoscono i farmaci, è meglio consultare un medico. Nei casi più gravi, potrebbe essere necessario rivolgersi a uno specialista in allergologia. Solo gli esperti sono in grado di individuare le cause dell'allergia e di indicare le terapie adeguate.

La desensibilizzazione ai pollini

Al contrario degli antistaminici, che agiscono solo sui sintomi dell’allergia, la desensibilizzazione (o immunoterapia) agisce contro l'allergia stessa, quindi contro le sue cause. I risultati dovrebbero essere più duraturi.

Una volta che l’allergene responsabile della rinite allergica è stato identificato, il medico allergologo propone una desensibilizzazione al suo paziente. È lo stesso principio del vaccino: si tratta di somministrare all’organismo delle dosi sempre più massicce d’allergene, per abituarlo alla sua presenza e in modo che non reagisca eccessivamente una volta arrivata la stagione dei pollini. La desensibilizzazione comincia prima del periodo dei pollini e dura per qualche mese durante la stagione pollinica.

Attenzione però: questa terapia non può essere iniziata in qualsiasi momento. Per esempio, è meglio evitarla in gravidanza.

10 consigli per le persone allergiche

Non è facile evitare i pollini. Semplicemente perché non si vedono, ma sono dappertutto nell’aria che respiriamo. Tuttavia, qualche precauzione può permettere di evitare le crisi allergiche:

- non fare dei picnic, non fare delle passeggiate in mezzo alla natura, non sdraiarsi sull’erba, ecc. soprattutto quando le condizioni meteorologiche non sono buone;

- verificare regolarmente i periodi dei picchi pollinici e andare dal medico se i sintomi diventano fastidiosi;

- per passeggiare o fare sport, evitare le giornate soleggiate, secche, ventose e in cui sono previsti dei temporali. L’aria contiene meno polline durante e dopo la pioggia;

- evitare di andare in bicicletta e non aprire i finestrini della macchina perché con la velocità, la concentrazione di polline nell’aria che respiriamo è moltiplicata per dieci;

- meglio non dormire con la finestra aperta, soprattutto se il letto è vicino alla finestra;

- a casa, aerare velocemente le stanze, quando non c’è vento;

- non fare asciugare la biancheria fuori, soprattutto durante le giornate ventose;

- lavarsi bene i capelli la sera, prima di andare a dormire, per evitare di riversare il polline sul cuscino e di respirarlo durante la notte;

- per proteggere gli occhi, portare degli occhiali;

- privilegiare le vacanze al mare perché la brezza marina allontana il polline.

Leggete anche:
Alleviare l'allergia ai pollini in gravidanza.
Il documento intitolato « Allergia al polline: come tenerla sotto controllo » dal sito Magazine delle donne (magazinedelledonne.it) è reso disponibile sotto i termini della licenza Creative Commons. È possibile copiare, modificare delle copie di questa pagina, nelle condizioni previste dalla licenza, finché questa nota appaia chiaramente.