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Ragade anale: sintomi, cause e cura

La ragade anale è una lesione cronica o acuta caratterizzata da un’ulcerazione alla base del retto, nella parete anale. Attraverso una cura medica, il riassorbimento della ragade avverrà generalmente in 6 o 8 settimane.



Ragade anale: sintomi

Nel corso di una ragade anale, possono manifestarsi dei dolori simili a dei bruciori durante la defecazione, prurito anale, spasmi muscolari allo sfintere anale e tracce di sangue nelle feci. Va osservato che la costipazione “riflessa” causata dal dolore per l’espulsione delle feci può aggravare la ragade anale. Ad ogni modo, e in particolare in presenza di sangue nelle feci, è bene consultare urgentemente il proprio medico una volta apparsi i sintomi descritti sopra.

Cause

Costipazioni frequenti, feci particolarmente dure, episodi di diarrea e di emorroidi rappresentano dei fattori di rischio di questo disturbo. Inoltre, le ragadi anali sono più comuni negli individui più giovani soprattutto nei bambini dai 2 mesi ai 6 anni e nelle persone anziane dove la ragade è legata ad un difetto di vascolarizzazione della parete del canale anale causata dall’invecchiamento. Il parto, le malattie infiammatorie croniche intestinali (come la sindrome di Chron) e alcune pratiche sessuali come la sodomia favoriscono anch’esse l’insorgenza delle ragadi anali.

Cura

Sulla base di un esame diagnostico che prevede una visita medica accompagnata dalla descrizione dei sintomi da parte del paziente, il trattamento della ragade anale può comprendere: delle regole igieniche e alimentari adeguate, una cura a base di lassativi leggeri per regolarizzare il transito intestinale, antalgici orali o dei topici locali a scopo cicatrizzante o anestetico che permettono di ridurre l’infiammazione. Gli ansiolitici possono essere prescritti per diminuire un’eventuale forma di ansia legata all’espulsione di feci dure. In caso di forme più gravi o di ragadi anali croniche può essere preso in considerazione l’intervento chirurgico sotto anestesia locoregionale o generale, consistente nel ritirare una parte dei muscoli dello sfintere per sopprimere gli spasmi muscolari e favorire la guarigione. Il rischio di complicazioni come l’incontinenza anale esiste, ma è molto raro.

Foto: © absolutimages - Shutterstock.com
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