Ernia crurale: sintomi e cura

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L’ernia crurale, chiamata anche ernia femorale, si caratterizza dall’esternalizzazione di una parte degli organi del ventre, in linea generale una parte del tubo digestivo che attraversa la parete addominale più debole.


Definizione

L’esternalizzarsi di organi interni all’addome prende forma in ciò che è tecnicamente definito ernia, un’escrescenza, una massa di dimensioni variabili. Essa è solita localizzarsi al di sotto della linea inguinale di Malgaigne, un riparo anatomico situato tra l’estremità del bacino e il pube e che consente di differenziarla dall’ernia inguinale, che si situa sotto questa linea limite.

Sintomi

Al di fuori delle differenti localizzazioni, l’ernia crurale presenta gli stessi sintomi dell’ernia inguinale: presenza di una massa addominale che è possibile reintrodurre nella parete (in assenza di complicazioni); l’esternalizzazione durante colpi di tosse, a causa di uno sforzo o del passaggio alla posizione in piedi; massa indolore, ma che può risultare responsabile di fastidio.

L’ernia crurale può complicarsi, e come tutte le altre ernie, diventare strangolata, quando risulta essere più grossa, più sensibile e non riesce più a rientrare. Il dolore è generalmente violento e intenso e può comportare la complicazione di provocare un’occlusione intestinale con un arresto dei gas e delle sostanze site a livello intestinale. Si noti come le ernie crurali strangolate spesso possono essere rilevate proprio a questo stadio acuto.

Diagnosi

La diagnosi è stabilita dopo un esame clinico. Il medico ritrova la massa palpando la zona specifica posta al livello dell’arcata crurale. Gli aspetti dolorosi, durezza, reintroducibilità o meno, impulsività alla tosse sono in generale testati per detenere la presenza o meno di complicazioni.

Cura

Il solo trattamento curativo è l'intervento chirurgico, che viene praticato rapidamente per evitare lo strangolamento o in urgenza in caso vi sia già presente lo strangolamento. La tecnica utilizzata per l'ernia crurale è storicamente quella definita tecnica di Mac Vay, che consiste nel reintegrare l’ernia nell’addome e di richiudere l’orifizio attraverso il quale possono passare tessuti circostanti (abbassamento di un tendine su un legamento), alle quali si affianca una terapia antibiotica preventiva. Al giorno d’oggi vengono usate anche delle protesi.

Foto: © BlueRingMedia - Shutterstock.com

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