Pantaloni a zampa di elefante: a volte ritornano

Eleonora Chiais

Un po’ come il marsupio, i crop top, i pantaloni coulisse, le mini gonne in simil pelle e le scarpe a punta i pantaloni a zampa di elefante sono tornati. E sono tornati per restare. Adesso sono tutti fatti nostri.
 

I pantaloni a zampa di elefante sono tornati e, travalicando i decenni, sono nuovamente pronti ad imporsi nel guardaroba di tutte noi. © Imaxtree.com


Pantaloni a zampa di elefante, rieccoli. Via la naftalina dalle scatole dell’adolescenza: il pantalone stretto alla coscia e scampanato dal ginocchio in giù è il “nuovo” must have per la stagione fredda e nessuno si potrà esimere dal possederne (almeno) un paio. Simile, per grazia, al crop-top mostra imperfezioni o al pantalone coulisse espandi lato B, il pantalone a zampa è stato capace di uscire – di nuovo – dall’oblio tardo adolescenziale nel quale era stato (piuttosto serenamente) recluso dalla fine degli anni 90 ai giorni nostri e, scacciando con violenza il ben più elegante modello skinny, è tornato – prepotente! – sulla cresta dell’onda. E già gli esperti si affollano a ricoprirlo di nuove lodi, tra chi sostiene (con coraggio) la capacità del capo di slanciare la silhouette e chi, entusiasta, ne esalta la forma a clessidra adatta – dicono – anche per i fisici “a pera”. Ma davvero? Purtroppo no. 

È bene sapere, e ricordare, che il pantalone a zampa (sempre più a zampa, sempre più a zampa) sta alle fashioniste come la kryptonite sta a Superman, come Voldemort sta ad Harry Potter, come il treno sta alla povera Anna Karenina, in pratica molto male. Male, perché il pantalone in questione è sì perfetto per le super top anni 90 (capaci, si ricordi, di sfoggiare con grazia e fascino pure gli altrettanto improbabili mom jeans) ma per tutte le altre è un biglietto di sola andata verso l’orrore. Poco pratico (l’orlo scampanato s’incastra quasi ovunque, sotto il tacco o in mezzo alla porta che sia), poco bello (a meno che la gamba del pantalone non sia lunga 2 metri la forma è, oggettivamente, poco aggraziata) e pure poco malleabile giacché, diciamolo, il problema del gentil sesso raramente è il polpaccio (qui sapientemente celato) ma ben più spesso è la coscia (qui, al contrario, strizzata all’inverosimile e sbattuta in primo piano).

Come fare, quindi? Sottrarsi al diktat? Fuggire dalla moda? Attendere che il ciclo delle tendenze compia un nuovo giro riportandoci – il tempo è un sempre il miglior consigliere - all’orlo nuovamente stretto alla caviglia? Impossibile (a meno che non si disponga di una navicella spaziale), il pantalone a zampa d’elefante è già in mezzo a noi. Ed è ovunque. Non notarlo sarà impossibile, non ripensare ai fasti adolescenziali che lo vedevano protagonista sarà inumano, non avvicinarcisi con sospettoso interesse sarà difficile. Da lì all’acquisto (e al suo sfoggio) il passo sarà breve ma irreversibile. Almeno fino al prossimo giro nell’orologio della moda. 

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