Separazione giudiziale: come incastrare l’ex infedele

Giulia Vola
In caso di separazione giudiziale si può chiedere l'addebito al coniuge fedifrago a patto di riuscire a provarne l'infedeltà. Ecco quali accortezze sono necessarie per validare email, chat, foto, sms e report d'investigatori privati. 

Le prove dell'infedeltà vengono esaminate dal giudice in sede di separazione giudiziale.


Fotografie, sms e chat: in caso di separazione giudiziale si può chiedere il cosiddetto addebito (ovvero l’imputazione di colpa) al coniuge fedifrago presentando le prove (oltre ogni ragionevole dubbio) dell’infedeltà. Una magra consolazione di un triste epilogo che, però, può evitare di subire oltre al danno anche la beffa. Perché solo dimostrando l’altrui tradimento si è esonerati dal versamento dell’assegno di mantenimento. Salvo eccezioni, s’intende. Per esempio un matrimonio già finito (nei fatti) prima dell’arrivo del terzo incomodo che, in questo caso, non è che una conseguenza (e non la causa) di una crisi ben nota ai coniugi. 

Le riproduzioni meccaniche

Sia come sia, sono i giudici a valutare il materiale consegnato dal coniuge ricorrente in sede di separazione giudiziale. Perciò è molto importante selezionare con cura le prove, evitando ingenuità che rischiano di invalidarle. Ad eccezione delle "prove documentali" (scritture private, atti pubblici o esplicite lettere di ammissione del tradimento) ammesse a prescindere, il resto è da trattare con le pinze. Per la serie: stampare un’email compromettente o una chat o un sms o una fotografia non basta a dimostrare le corna. Per la legge si tratta di "riproduzioni meccaniche", valide solo se non contestate dalla controparte che (si suppone) contesterà punto per punto. Spuntandola, molto spesso: quel bacio potrebbe risalire al passato, quel messaggio ammiccante potrebbe essere uno scherzo, quella chat un gioco, magari una scommessa. Se però, oltre alla foto che ritrae l’ex in atteggiamenti equivoci con un’altra, c’è anche un testimone che conferma ciò che l'immagine ha catturato, allora è tutta un’altra storia. 

Email, chat ed sms

Per quanto riguarda email, chat ed sms il discorso è molto simile: diventano prova se non contestati e se confermati da un testimone. In questo caso, però, è bene fare alcune precisazioni onde evitare, anche qui, di passare dalla padella nella brace. Estorcere prove violando la privacy è rischioso perché la giurisprudenza, in merito, è divisa:  alcuni giudici rifiutano in sede di processo prove acquisite illegalmente, altri le ammettono fatte salve, però, le conseguenze che derivano (anche penali).   

L’investigatore privato

Prima di assumere un investigatore privato per provare l’infedeltà del coniuge è bene accertarsi che quando sarà chiamato a testimoniare confermerà quanto visto e fotografato. Affidarsi solo alle foto e ai report, infatti, è rischioso perché il discorso è sempre lo stesso: sono facilmente contestabili, anche se sono state scattate da un investigatore. Diverso il caso se il detective conferma quanto documentato, assumendo di conseguenza il ruolo chiave di testimone e diventando lui stesso una prova.

Detto tutto ciò, evitate di fare giochetti, ché i giudici non gradiscono e potrebbero arrabbiarsi. Lo sanno bene gli ex coniugi dell’alta borghesia milanese che dopo essersi traditi (e accusati) reciprocamente e contemporaneamente si sono beccati la punizione dei supremi giudici della Cassazione che hanno raddoppiato le spese di giustizia a entrambi. 

Copyright foto: Fotolia

Vedi anche

Annunci Google

Nessun commento per il momento.