Asia Argento a Cartabianca, scontro con Luxuria: “sei un animale"

Giulia Vola

Ospite di Bianca Berlinguer a Cartabianca, Asia Argento si scontra con Vladimir Luxuria e Pietro Senaldi, direttore di Libero sul caso Harvey Weinstein.

Asia Argento è stata criticata da più parti per aver denunciato solo dopo 20 anni le violenze subite da Harvey Weinstein. © Kika Press


Asia Argento a Cartabianca va contro tutti: fresca del cinguettio al vetriolo diretto al comico Enrico Brignano - "sei un gaggio, disgraziato e pure buzzicone. Se te vedo t'acciacco" - l'attrice e regista protagonista nello scandalo Harvey Weinstein torna all'attacco ospite di Bianca Berlinguer. Ad infiammare i toni della discussione è, ancora una volta il victim blaming, la tendenza a colpevolizzare le vittime per aver denunciato la violenza solo a distanza di anni.

"Mi chiederete scusa stasera, ci avete ripensato?", ha esordito l'Argento incalzando il direttore di Libero, Pietro Senaldi, e Vladimir Luxuria, l'ex politica da sempre attivista per i diritti Lgbt. "Non siamo qui per chiedere scusa", ha risposto, gelido, Senaldi che, ai tempi, aveva pubblicato sul quotidiano l'editoriale di Renato Farina "Prima la danno via poi piangono e fingono di pentirsi". Deciso a motivare la sua posizione, Senaldi ha ribadito che "era un titolo forte per dare un messaggio forte: non è vero che non si possa dire di no". Immediata la replica di Asia Argento: "non ti viene chiesto se vuoi o non vuoi: gli ho detto mille volte di no, ma lui non si è fermato".

Niente da fare, in studio, nessuno sta dalla sua parte, nemmeno Luxuria, che sottoscrive: "Alla storia di Asia, non riesco a credere. Avresti dovuto dire no". "Vladimir non me lo aspettavo - ribatte lei, visibilmente emozionata -, ti ho sempre rispettata e considerata una persona sensibile". E ancora: "Non so se si può comprendere come ci si senta pietrificati davanti a una violenza", aggiunge ritornando ai fatti di vent'anni fa. "Il mio primo istinto sarebbe stato abbracciarti - risponde Luxuria - ma poi quando ho letto i particolari della festa della Miramax ho pensato che avresti dovuto dire di no". Apriti cielo: "Svegliati, il mondo non è bianco e nero, ci sono zone grigie, vorrei che ti mettessi nelle mie scarpe, in quelle di una ragazzina di 21 anni: in quei momenti non capivo cosa stava succedendo".

Imperturbabile, Luxuria va avanti, dritta per la sua strada: "Non si fanno le denunce con gli psicodrammi, le denunce si fanno in Questura non raccontando la storia in un film" ha sottolineato all'attrice che, invece, aveva definito una rivincita personale la pellicola che aveva inscenato l'abuso subito. "Basta una sola storia per togliere credibilità a un tema così importante" ha tuonato Luxuria. "Vuoi delegittimare persino la mia violenza sessuale?" ha (ri)tuonato Asia Argento.

Insomma, non se ne esce: "Quando una prima acconsente e poi se ne pente - spiega Luxuria - allora sì che togli credibilità alle storie delle donne che veramente vengono violentate. Tu avresti potuto dire di no, non eri in una villa isolata, lui stava in un albergo. Te ne potevi andare". Asia Argento non ci sta e in studio scoppia il putiferio: "Continui a dire che l'ho voluto, Dio mio! Ma che persona sei? Sei un animale, non sei una persona, vergognati". Luxuria replica che "non mi vergogno, vergognati tu di raccontare delle baggianate", esausta, Asia si rivolge alla Berlinguer: "Ma tu mi hai portata qui dicendomi che quella (Luxuria, ndr) era la più civile di tutte". La Berlinguer ci prova: "Denunciare una violenza non è così semplice. Non c'è il bianco e il nero ma delle sfumature importanti. Credo che nessuno di noi possa ergersi a giudice dicendo 'ah, l'ha fatto, se ne poteva pentire'". Nessuno può ma tutti lo fanno e la scure si abbatte sempre sulle vittime che hanno taciuto, non sui colpevoli che hanno agito.

Soprattutto in Italia, sottolinea Asia Argento dove "non mi aspettavo di essere definita prostituta dopo essere stata violentata". Tuttavia, ha aggiunto, il "processo irreversibile" è partito, il Time ha eletto le Silence Breakers, le donne che hanno rotto il silenzio sulle molestie, persona dell'anno 2017 e, prima o poi, dovranno farsene una ragione anche l'Italia e gli italiani.

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