The Shape of Water, Charlotte Rampling e Plummer: premi a Venezia '74

Giulia Vola

Venezia 74 assegna il Leone d'oro a The Shape of Water, il fantasy di Guillermo Del Toro. Coppa Volpi a Charlotte Rampling per Hannah dell'italiano Pallaoro. Miglior talento Charlie Plummer. 

Guillermo del Toro è il primo regista messicano Leone d'oro. © Kika Press


Guillermo Del Toro: regista da Leone d’oro

Una favola nera, una favola d’amore, una favola attuale: è The Shape of Water, il fantasy firmato da Guillermo Del Toro che si è aggiudicato il Leone d’Oro a Venezia ’74. Ambientato negli Stati Uniti di Kennedy, incentrato su quella bizzarra amicizia tra un mostro delle acque e un’impiegata muta, intriso di speranza e sacrificio, il film è un messaggio all’America di oggi spaccata tra razzismo, omofobia e paura del diverso. Perché il succo di The Shape of Water è che la paura si vince solo con l’amore.

Lui, Guillermo Del Toro, che il Leone d’oro l’ha ribattezzato “Sergio Leone”,  ha vinto con il coraggio: “Ho 51 anni, peso 136 chili e ho fatto 10 film - ha spiegato sul palco -. Come narratore, a prescindere dall’età, con un film prendi sempre dei rischi cercando qualcosa di fare qualcosa di diverso. È la prima volta che un regista messicano ottiene questo premio e lo dedico a tutti i filmaker sudamericani che sognano di raccontare attraverso il fantasy”.  Fate come me, il sottointeso, come me che “Credo nella vita, nell’amore e nel cinema” ha dichiarato alla platea stringendo il premio.


I Leoni d’argento: Foxtrot e Jusqu’à la garde

Foxtrot, la pellicola dell’israeliano Samuel Maoz che, da ex soldato, riflette sul grande schermo l’ineluttabilità della guerra, di un destino doloroso, si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria mentre al thriller Jusqu’à la garde del giovane Xavier Legrand, un manifesto contro la violenza sulle donne che ha portato al Lido la violenza domestica, è andato il Leone d’Argento per la migliore regia e il Leone del Futuro - Premio Luigi De Laurentiis, riconoscimento da 100mila dollari (assegnato da una giuria apposita, quest’anno presieduta da Benoit Jacquot) che incorona la migliore opera prima di tutte le sezioni della kermesse.


Coppa Volpi: premiata anche l’Italia

Charlotte Rampling, Coppa Volpi per Hannah © Kika Press

Coppa Volpi come Miglior attrice a Charlotte Rampling, la protagonista, oltre che la musa di Hannah: nell’imbastire la storia di una donna anziana che dopo una vita accanto al marito si ritrova da sola quando l’uomo della sua vita viene arrestato per un crimine spaventoso, Andrea Pallaoro - il regista italiano adottato dagli States (già premio Orizzonti nel 2013 con Medeas) - ha infatti pensato all’attrice di Hollywood fin dalla prima parola del copione.

Kamel El Basha, protagonista di The Insult, il film libanese di Ziad Doueiri, è invece il titolare della Coppa Volpi al maschile secondo quanto decretato dalla giuria presieduta da Annette Bening e composta anche Jasmine Trinca. Coppa che infila nel palmares veneziano un po’ di politica raccontando la polveriera mediorientale dal punto di vista di un meccanico cristiano-libanese e un palestinese che si ritrovano in tribunale per quella che sembrava una lite banale.


Nico, 1988 e Caniba: premi sezione Orizzonti

La giuria della sezione Orizzonti presieduta da Gianni Amelio ha incoronato Nico, 1988, il road movie di Susanna Nicchiarelli sugli ultimi anni di Christa Päffgen, in arte Nico (sul grande schermo la danese Tryne Dyrholm), la splendida musa di Andy Warhol, la voce dei Velvet Underground, la "sacerdotessa delle tenebre" che solo alla fine della vita ha scoperto il rapporto con suo figlio. Premio speciale della Giuria Orizzonti a Caniba, il documentario firmato dagli antropologi e registi francesi Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel sulla storia di antropofagia del giapponese Issei Sagawa, soprannominato il “cannibale della Sorbona” che nel 1982 uccise la sua compagna di studi Renee e poi se ne cibò.


Charlie Plummer: il Premio Marcello Mastroianni

Il Premio Marcello Mastroianni, che incorona il talento emergente, andato a Charlie Plummer non stupisce più di tanto: il protagonista di Lean on Pete dell’inglese Andrew Haigh, è un must have tra i registi di Hollywood. Già Ridley Scott lo ha voluto sul set di All the Money in the World per interpretare John Paul Getty III.


Miglior sceneggiatura e Premio speciale della giuria

Il premio per la Migliore Sceneggiatura è andato a Three billboards outside Ebbing, Missouri, l’applauditissima pellicola di Martin McDonagh sulla battaglia di una madre alla ricerca di giustizia per la figlia, brutalmente stuprata, uccisa e presto dimenticata dalla comunità locale. Infine, il premio speciale della giuria, attribuito a Sweet Country, il western aborigeno dell’australiano Warwick Thornton.

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