Giornata della Lentezza 2017: come rallentare?

Cristina Piotti

La giornata mondiale della lentezza 2017, in realtà, durerà ben oltre le 24 ore. Ecco come, e perché, è importante prendersela con calma.
 

Giornata internazionale della lentezza 2017: prendetevela con calma, dicono gli organizzatori. © efired / 123RF


Perché giornata mondiale della lentezza? Le origini si devono ad una associazione italiana, Vivere con lentezza, che 11 anni fa ha deciso di dedicare una giornata, l'8 maggio, al diffondere l’importanza di affrontare la vita con calma, bandendo l'eccessiva ansia
 

Il decalogo

Sono quattordici le regole dell’associazione, per chi vuole avvicinarsi alla teoria che lento è meglio. Il che non significa omaggiare i ritardatari. Tra i consigli per vivere senza ansia e fretta, ad esempio, c’è quello di svegliarsi prima. Ma anche di ricordare di salutare il barista prima di entrare al bar, scrivere sms senza abbreviazioni o simboli, imparare a fare una camminata solitaria di tanto in tanto, prediligere un buon libro alla tv, usare parte dei giorni di vacanza per tornare a casa e fare dei giorni di “decompressione”. Ma, soprattutto, vietato ripetere continuamente “non ho tempo”.
 

Gli appuntamenti

In pieno stile slow, gli eventi ci accompagneranno (con calma) per tutto il mese. Si va dallo Yoga lento a Pavia, l’11 e il 16 maggio (info@vivereconlentezza.it), oppure un concerto meditativo a Matera, il 22 maggio (aljalilyoga@gmail.com). Infine, Book Crossing e benessere naturale (slow) a Bibione, il 2 giugno. Ma altri appuntamenti vengono aggiornati (senza fretta ma con puntualità) sul sito dell’associazione. E per chi volesse leggere qualcosa a tema, c’è Slow Brand. Vincere imparando a correre più lentamente di Patrizia Musso, edizione Franco Angeli.


La scienza

Da un lato crisi economiche cicliche, che spingono al super lavoro. Dall'altro i social media, sempre più invasivi nel tempo libero: rallentare, nella vita di tutti i giorni, è davvero complesso, ma talvolta nemmeno ci proviamo. Al tema, la scrittrice americana Barbara Ehrenreich ha dedicato anche il saggio The Cult of Busyness il culto del dirsi impegnati. Come dire, mai mostrarsi poco meno che affaccendati, si rischia per passare per pigri. Eppure, gli specialisti sono in allarme. Alla Anxiety Disorders Clinic del Johns Hopkins Hospital, centro di eccellenza americano specializzato dai disordini da stress, l’eccesso di impegni può portare a insonnia, crisi di panico, affaticamento fisico. Uno studio da loro condotto nel 2010 mostrava come uno stato di eccessivo stress aumentasse in modo anomalo i livelli di cortisolo. Il che, stando ad un decalogo ad hoc stilato da un altro centro d’eccellenza medica, la Mayo Clinic, accresce i rischi di depressione, problemi di cuore, mal di testa. Il problema? Non siamo più in grado di rallentare. Eppure, per il nostro bene, dobbiamo tornare a farlo.

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