"Rihanna è incinta di Leonardo": il tabloid Oops! condannato per diffamazione

Giulia Vola
Leonardo DiCaprio ha vinto la battaglia legale contro il tabloid francese Oops! che lo scorso maggio aveva lanciato lo scoop: “Rihanna incinta di Leonardo: ma lui non vuole il bambino”.

Il presunto flirt tra Leonardo DiCaprio e Rihanna non è mai stato ammesso né smentito dai diretti interessati.


Lo scoop aveva fatto il giro del mondo: “Rihanna incinta di Leonardo: ma lui non vuole il bambino”. A lanciarlo in prima pagina, all’inizio di maggio, era stato il tabloid francese Oops!. A smentirlo tre mesi dopo (condannandolo anche a pagare 8.800 dollari tra danni e spese legali) un tribunale di Parigi a cui si era rivolto Leonardo DiCaprio citando la rivista per diffamazione. Perché quando è troppo è troppo e le parole del proprietario della rivista, Frederic Truskolaski - “Pensavamo che la notizia potesse essere vera. Non ne eravamo sicuri, ovviamente” - non gli sono bastate.

Anche perché la love story tra la cantante delle Barbados e l’attore che presto rivedremo al cinema diretto da Martin Scorsese, è tutt’ora avvolta nel mistero e, secondo i bene informati, se c’è stata è durata il tempo di un bacio.  I primi rumors erano iniziati a circolare a fine gennaio. A febbraio la pseudo-coppia si era presentata insieme al 40esimo anniversario del Saturday Night Live, evento immortalato da Leslie Jones, una delle protagoniste del programma che, poco prima della cena, ha pensato bene di fare un selfie con i due (presunti) “innamorati”. 

Tutta uffa, pare. Tanto più che Rihanna iniziò a farsi vedere prima al fianco di Karim Benzema, poi del pilota di Formula 1, Lewis Hamilton, con cui pare abbia una storia da anni. Stesso discorso per Leo che, dopo il presunto exploit su Tinder, si è dedicato a corteggiare Kelly Rohrbach, tra un giro in bicicletta per le strade di New York e un bacio prontamente immortalato dai paparazzi. 

A sentenza emessa, Leo non è più ricco, il giornale non è più povero, i gossip continueranno a riempire le copertine delle riviste che i lettori continueranno a comprare. Insomma, è la stampa bellezza: bene o male, l’importante è che se ne parli.

Copyright foto: Kika Press

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