Culle per neonati: quale scegliere?

Eleonora Chiais

Dal beside cot al classico modello con le sbarre (passando per la culletta con baldacchino e il lettino montessoriano): ecco come orientarsi nell'universo delle culle per neonati.
 

Culle per neonati: come scegliere il modello giusto? In primo luogo arrivando preparati su quelli che sono i tipi più comuni (e amati). © Kirill Ryzhov/123rf


Culle per neonati: quale scegliere per il primo corredino? Il dubbio è tanto lecito quanto legittimo specialmente considerando che, come si dice, "ogni volta che nasce un bebè nascono anche i suoi genitori" e dunque ciascuna neomamma e ciascun neopapà ha gusti ed esigenze differenti. Soddisfarli tutti, ovviamente, è impossibile ma guardando un po' alle offerte del mercato è possibile orientarsi verso modelli più o meno adatti ecco un utile vademecum in fatto di culle.
 

Culla per neonati: cos'è il beside cot?

Culla per neonati: tra i più comuni beside cot ecco la Chicco Next2Me, un modello classico ed extra pratico. © Chicco

Quando si è alla ricerca di una culla per neonati da utilizzare nei primisimi mesi di vita del bambino, la scelta ricade - nella maggior parte dei casi - su due modelli che sono il beside cot (in tutte le sue possibili varianti) o, in alternativa, il modello "autonomo" con le sbarre. Di cosa si tratta? Nel primo caso, come dice il nome stesso, si parla di una culletta da posizionare accanto al letto matrimoniale dei genitori che, con una speciale apertura laterale e una serie di ganci (o sistemi di bloccaggio ad hoc, dal montaggio più o meno semplice) che lo mettono in assoluta sicurezza, si unisce al lettone. I suoi vantaggi sono evidenti: garantisce, infatti, una sorta di co-sleeping da praticare in tutta serenità ed è molto utile anche per le mamme che allattano a richiesta che, così non saranno costrette a levatacce notturne da un letto all'altro.

I modelli più comuni di questa culletta sono il classico Chicco Next2Me che, in vendita sul sito ufficiale del marchio a 199 €, ha l'indubbio vantaggio di trasformarsi velocemente in una culla indipendente e trasportabile in giro per la casa, e le alternative più "design" come la culla Bally (in vendita sul sito della PAM, l'azienda che la produce, ad un prezzo che oscilla dai 189 ai 399 euro) disegnata da due designer italiani per un baby sonno all'insegna dello stile e della comodità.
 

Culla per bambino: come orientarsi?

Mood retrò e chic per la culla a dondolo proposta da Picci nel suo catalogo 2017. Prezzo in boutique. © Picci

Al netto dei modelli beside cot, comunque, esistono varie e interessanti alternative. La prima, che è tra le più comuni in assoluto, è quella della culla con le sbarre che, però, deve avere alcune caratteristiche precise soprattutto per chi intende utilizzarla nei primissimi mesi di vita del piccolo. Intanto le sbarre devono avere una distanza l'una dall'altra tra i 5 e i 6 centimetri (per scongiurare il rischio che la testa del piccolo possa rimanere incastrata), poi devono essere foderate - almeno nei primi mesi di vita - per evitare i possibili traumi e poi devono essere dotate di una sponda abbassabile che, anche quando sia abbassata, resti ad un'altezza di almeno 20 centimetri. Il più diffuso e pratico tra i modelli in commercio? Senz'altro il modello Pekos di Foppapedretti dai contorni stondati e dalle praticissime ruotine (in vendita sul sito a 250 € circa).

Ma anche per i neo-genitori alla ricerca di qualcosa di un po' più originale i consigli non mancano certo. Ecco, per esempio, la classica culla a dondolo (dal mood decisamente sofisticato e retrò come quelle proposte da Waladin o da Picci). E poi, a partire dai 7 mesi compiuti d'età, nulla vieta di orientarsi verso il lettino Montessori che - quasi rasoterra e senza sbarre o ostacoli - permette ai piccoli di casa di muoversi liberamente conquistando nuovi spazi e accumulando conoscenze preziose.

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