Spotting da impianto o spotting premestruale?

Eleonora Chiais

Parlando di spotting si intendono perdite vaginali di vario genere che possono indicare l’impianto dell’embrione nell’utero, una mal sopportazione dei dosaggi della pillola o l’arrivo del ciclo.
 

Lo spotting, cioè le piccole perdite ematiche vaginali, può essere il primo sintomo della gravidanza e testimoniare l'impianto dell'embrione nell'utero. Non solo, però. © Piotr Marcinski/123rf


Il termine "spotting" (dall’inglese to spot, letteralmente "macchiare") indica piccole perdite ematiche vaginali che possono verificarsi per svariate cause. Tra le più comuni ci sono lo spotting premestruale, che si verifica tra un ciclo e l’altro, o - come accade nel 20% dei casi - lo spotting da impianto che si verifica all’inizio di una gravidanza quando l'impianto dell’embrione nell’utero può causare piccoli versamenti di sangue. Ma non solo. Lo spotting, infatti, può essere scatenato anche da una mal sopportazione della pillola (e si verifica in un caso su dieci), può essere un segnale dell’inizio dell’ovulazione (quando, insieme al muco cervicale, il corpo può espellere anche il sangue rappreso dal ciclo precedente, e in questo caso si parla di spotting ovulatorio) o, semplicemente, può indicare che la donna si trova in prossimità del ciclo.


Perdite da impianto: come riconoscerle?

La causa più comune – e dunque nota - dello spotting, però, è quella legata all’inizio di una gestazione per cui si parla di "spotting da impianto" o di perdite da impianto. Trascorsi i giorni fertili per rimanere incinta, infatti, la donna può captare alcuni messaggi che il suo corpo le manda e che sono i primi sintomi della gravidanza. Tra questi possono presentarsi anche piccole perdite ematiche che testimoniano il buon impianto dell’embrione nell’utero.


Spotting prima del ciclo: cosa c'è da sapere

Lo spotting premestruale (o spotting prima del ciclo) si presenta tra i 2 e i 7 giorni prima dell’arrivo delle mestruazioni. In questo caso le perdite ematiche sono legate a una carenza di progesterone che, nella maggior parte dei casi, è causata da un periodo particolarmente stressante, ma che deve essere controllata tramite un’ecografia (per valutare lo spessore dell’endometrio) e poi deve essere eventualmente contrastata con un integratore che, oltre a curare le problematiche legate allo spotting, potrà aiutare a combattere i disturbi correlati a questa carenza come irritabilità, gonfiore e stitichezza.
 

Spotting pillola o premenopausa

Ma lo spotting non si verifica solo all'inizio della gravidanza o prima del ciclo. Le perdite, infatti, possono anche essere il segnale che il corpo della donna manda per testimoniare una mal sopportazione ad alcuni anticoncezionali, in primo luogo la pillola. In questo caso, quindi, le perdite ematiche possono essere il segno di un dosaggio troppo alto della pillola anticoncezionale ma anche l’avviso di lesioni interne provocate dall’inserimento errato della spirale. Oltre a tutto questo, poi, lo spotting è comune anche nella fase di premenopausa quando può essere facilmente confuso con un ciclo piuttosto scarso.

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