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Polipo endometriale

I polipi endometriali, chiamati anche polipi uterini, sono un disturbo relativamente comune: si tratta di un’escrescenza sporgente e benigna (le probabilità di contrarre un cancro endometriale a partire dai polipi uterini sono dell’1 per cento) che ha origine dalla mucosa endometriale all'interno della cavità uterina.


Le dimensioni

Per quanto riguarda le loro dimensioni, spesso come sono inferiori al centimetro di diametro, ma alcuni possono raggiungere le dimensioni di una pallina da golf (e dare origine a sanguinamenti uterini atipici). Se però un polipo endometriale si sviluppa vicino alle tube di Falloppio può ostacolare l’apertura dei tubi, portando difficoltà nella donna nel momento in cui desidera rimanere incinta. Dal momento che spesso il polipo endometriale non comporta sintomi, può essere molto difficile capire di esserne colpite.

Quando si sviluppano

Questo disturbo si verifica più comunemente nelle donne tra i 40 e i 50 anni: sono rari i casi di sviluppo prima della menopausa e il rischio aumenta con l’avanzare dell’età.

Le cause

La principale causa di questo disturbo è dovuta agli squilibri ormonali che insorgono intorno alla menopausa e che portano a un’anomala proliferazione cellulare stimolata dagli estrogeni: ecco perché questo disturbo insorge soprattutto dopo i cinquant’anni d’età. Inoltre, l’obesità, l'ipertensione arteriosa, pregressi polipi cervicali, la terapia ormonale sostitutiva e quella con tamoxifene rappresentano fattori di rischio indipendenti per il loro sviluppo. Anche i farmaci per la cura del cancro al seno e l’aumento dei livelli infiammatori dell’organismo potrebbero essere fattori di rischio.

Terapia

Normalmente, questa condizione patologica viene curata semplicemente attraverso la somministrazione d’ormoni. Quando questo non avviene e il disturbo viene trascurato il solo modo di procedere è chirurgico: i polipi endometriali vanno quindi asportati con una tecnica mininvasiva. Con questa procedura, che dura una ventina di minuti, è possibile sia diagnosticare il disturbo sia procedere con l’asportazione del polipo in day-hospital, senza il ricovero in ospedale. L’intervento non è invasivo: il chirurgo usa un tubo sottile con una fotocamera e rimuove il polipo endometriale, che sarà poi inviato in laboratorio per essere esaminato. Nei rari casi (< 0,5%) in cui un polipo contenga cellule atipiche potrebbe essere effettuata una isterectomia.

Sintomi

Spesso i polipi endometriali sono assolutamente asintomatici e possono venire individuati durante un normale controllo di routine. Se, però, il polipo endometriale sfrega contro i tessuti dell’utero, può irritarli e causare una perdita di sangue. Nel dettaglio, si potrebbe avere un polipo endometriale se si riscontra una di queste caratteristiche: si osserva del sangue prima e dopo il ciclo mestruale; lo stesso ciclo non è regolare in termini di durata e di flusso; ci sono perdite di sangue dopo la menopausa. In alcuni casi, si può avvertire dolore durante i rapporti sessuali o il ciclo mestruale. A volte, i polipi possono essere causa di aborti e infertilità.

Diagnosi

La diagnosi viene posta attraverso l'ecografia transvaginale; questa metodica individua formazioni singole o multiple e le loro dimensioni. Nei casi sintomatici, dopo l’ecografia sarà bene effettuare un'isteroscopia, che attraverso la biopsia consente la caratterizzazione istologica dei polipi. Questa tecnica è poco invasiva (comporta una lieve sedazione con anestesia locale) e consente di asportare una piccola porzione di tessuto di modo da poterla analizzare in laboratorio. Di fondamentale importanza è rivolgersi al proprio ginecologo alla comparsa dei sintomi e, in ogni caso, effettuare delle visite mediche periodiche per escludere il verificarsi di eventuali patologie. Bisogna tenere presente che questi polipi, anche se benigni, vanno controllati periodicamente, perché potrebbero diventare maligni con il passare del tempo.

Prevenzione

Bisogna seguire le linee guida generali per la salute dell’apparato genitale femminile, scegliendo un ginecologo di fiducia e sottoponendosi a visite regolari di controllo. In generale, per alleviare i sintomi, ridurre l’infiammazione dell’organismo e rafforzare il sistema immunitario è sempre consigliabile una dieta sana e l’assunzione di vitamina A, beta-carotene, vitamina E, vitamina C e bioflavonoidi, oltre che svolgere della regolare attività fisica e seguire un’alimentazione comprensiva di cereali integrali.

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