Lavanda vaginale: come si fa e perché

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Le lavande vaginali sono un rimedio ginecologico atto a ristabilire l'equilibrio dell’ecosistema vaginale alterato da un pH dell’acido lattico troppo alto in questa zona.



pH vaginale alterato: cosa significa

L’ecosistema vaginale si compone da diversi tipi di microrganismi: stafilococchi, streptococchi, difteroidi e bacilli di Doderlein (detti anche lattobacilli) adetti alla produzione dell’acido lattico, essenziale per la salvaguardia del corretto pH vaginale. Nel corso della vita, la sessualità di una donna attraversa diverse fasi: pubertà, età feconda alternata a mestruazioni (sintomo di mancata fecondazione), gravidanza e menopausa. Ognuna di esse è caratterizzata da un dosaggio degli estrogeni specifico, dove il pH dell’acido lattico tende a subire variazioni, da un massimo di 7, durante la pubertà e la menopausa, fino ad un minimo di 3, in gravidanza e durante il ciclo mestruale. In base alla suddivisione del calcolo del pH tra acido, neutro e alcalino, la normalità che determina una condizione vaginale in buona salute è quella acida. Se alterato, il pH vaginale può causare patologie infettive quali vaginite, candida, vulvite e vaginosi batterica che devono essere curate, previo controllo da parte del ginecologo.

Quando si usa una lavanda vaginale

In un contesto medico determinato da un’alterazione del pH, una lavanda vaginale può essere prescritta come cura per alcuni tipi di infiammazioni della vagina. Molte usano le lavande come contraccettivo, per combattere i cattivi odori o come metodo di igiene personale, in presenza di un’ossessione per l’igiene intima particolarmente accentuata. Un uso frequente di queste lavande vaginali può comportare un’estrema sensibilizzazione cutanea della zona, nonché un peggioramento dei sintomi. Alcuni ginecologi possono sconsigliare la pratica delle lavande vaginali se non come trattamento terapeutico.

Come fare la lavanda vaginale

Le lavande vaginali vengono vendute sia già pronte che da preparare in casa. Per procedere ad una lavanda vaginale è necessario avere a portata di mano uno strumento detto irrigazione vaginale, da sterilizzare prima dell’uso in acqua calda per 15 minuti circa. Prima di procedere, l’irrigazione, detta anche doccia vaginale, deve essere riempita della soluzione prescritta o realizzata. L’applicazione è solita essere fatta in un bidet o in doccia, inserendo il beccuccio della doccia vaginale nella cavità e spingendo dentro il liquido. Al termine dell’operazione si consiglia di ripulire la zona e l’irrigatore con del sapone delicato e dell’acqua.

Lavande vaginali fai da te

Le soluzioni naturali per la lavanda vaginale utilizzate sono spesso a base di malaleuca e altri oli essenziali di lavanda, cipresso, angelica o salvia, bicarbonato, acqua termale e argento colloidale, da diluire in acqua (circa due litri) e da applicare non più di due volte al giorno.

Lavanda intima disinfettante

Mentre per uso terapeutico, sotto forma di farmaci sono vendute lavande vaginali a base di neoxene ®, meclon ®, lavande e Tamtum Rosa ®, non vendute con ricetta obbligatoria, ma da utilizzare con cura. Prima di procedere, chiedere il consiglio del ginecologo.


Foto: © Laurentiu Iordache - 123RF

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