Misure della translucenza nucale

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In gravidanza, durante la prima ecografia, le misure della translucenza nucale del feto è primordiale e consente di definire eventuali anomalie, quali la trisonomia 21.



Definizioni

La translucenza nucale è una zona anecoica che non rinvia un’eco e si visualizza di colore nero durante un’ecografia. Essa è simile alla forma di un piccolo distacco tra la pelle e la colonna vertebrale e si presenta a livello della nuca del feto umano durante il primo trimestre di gravidanza, per poi scomparire dopo. Prendere le misure di translucenza nucale è un metodo di depistaggio di anomalie cromosomiche o malformazioni che possono interessare il nascituro. Le tecniche impiegate necessitano di una precisione dell’esecuzione in modo da diminuire il numero di pratiche invasive inutili sul feto indenne.

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Patologie rilevate

Una translucenza nucale che risulta più spessa della normale non determina direttamente la presenza di un’anomalia, ma la misura permette di stimare eventuali rischi di malformazioni quali nanismo, sindrome di Down (trisomia 21). Esami complementari sistematici sono praticati per confermare o infirmare la diagnosi.

Ecografia e misure della translucenza nucale

Il medico procede alla misurazione della translucenza nucale del feto durante le prime 12 settimane di gravidanza, in sede della prima ecografia, comparando la misura media della trasnlucenza attesa con quella misurata. L’esame può essere realizzato unicamente tra l’undicesima e la quattordicesima settimana di amenorrea; entro la diciottesima settimana, quando il depistaggio non è stato effettuato prima. Molti i fattori presi in considerazione per valutare i rischi: spesso della translucenza nucale del feto: età, peso, dosaggio biochimico dei marcatori serierici del sangue della madre. Ricerche supplementari possono essere realizzate al fine di perfezionare la diagnosi: consumo di tabacco, presenza di diabete, antecedenti o tipi di gravidanza specifici.

Esami complementari

In caso venga riscontrato un rischio elevato, il medico propone di realizzare esami diagnostici complementari atti ad individuare i nomi esatti di cromosoma 21 nel feto. Trattasi di una biopsia trofoblasto (prelievo delle cellule della placenta) o di un’amniocentesi (prelievo di liquido amniotico). Tra le anonalie potenzialmente depistate dalla misurazione della translucenza nucale, le più frequenti sono le anomalie cardiache. Questa analisi prenatale giustifica un esame ecografico mirato alla ricerca di eventuali anomalie soggiacenti di maggiore entità (coartazione dell’aorta, cuore sinistro) e permette alle future mamme di rivolgersi ad un cardiopediatra per ulteriori accertamenti. Si consiglia di sottoporsi alla translucenza nucale prima della ventesima settimana o prima della fine del primo trimestre.

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