Suicidio: prevenzione

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L’organizzazione mondiale della sanità considera il suicidio come un grosso problema di sanità pubblica, a livello mondiale. In una lista di controllo apparsa nell’agosto del 2015, l’OMS ha indicato delle piste di miglioramento della prevenzione, con lo scopo che i paesi creino delle strategie globali e multisettoriali.


Fattori principali

Secondo l’OMS, il suicidio è un fenomeno mondiale che colpisce più di 800000 persone ogni anno, di questi il 75% dei paesi a basso e medio reddito. Nel 2012, il suicidio era tra la seconda causa di mortalità tra soggetti di età compresa tra i 15-29 anni. L’OMS sottolinea il fatto che il suicidio costituisce un vero e concreto problema per la sanità pubblica, che può essere evitato con azioni nazionali efficaci, bassate su una strategia globale di prevenzione.

Soggetti a rischio suicidio

Sempre secondo l’OMS il principale fattore di rischio di suicidio un precedente tentativo di suicidio. Il suicidio è spesso associato a disturbi mentali quali la depressione o l’alcolismo, in particolar modo in quei paesi in cui è presente un reddito piuttosto alto. Il suicidio può ugualmente essere un comportamento impulsivo in un momento di crisi, in reazione ad un evento, ad esempio una rottura amorosa, problemi finanziari o malattia. L’OMS indica anche altri fattori di rischio di un comportamento suicida: violenza, maltrattamento, lutto, conflitti e isolamento. I gruppi suscettibili di essere oggetto di discriminazioni come i rifugiati, gli emigranti, gli omosessuali e i bisessuali, i transgender, prigionieri sono tra la fascia di popolazione tra la più vulnerabile.

Metodi

Secondo le informazioni dell’OMS, il 30% dei suicidi nel mondo avviene tramite un’intossicazione da pesticidi, nelle zone rurali dei paesi a basso e medio reddito, e anche attraverso impiccagione e armi da fuoco. L’OMS, a tal proposito, insiste sulla necessità di conoscere i metodi di suicidio più utilizzati per concepire delle strategie di prevenzione efficaci.

Suicidio: prevenzione e lotta

Secondo l’OMS il suicidio può essere evitato acquisendo delle misure su tre livelli: livello della popolazione, della sotto popolazione e livello individuale. In tale modo l’OMS propone dei mezzi di prevenzione che riguardano riduzione degli accessi ai metodi di suicidio: misure di prevenzione contro l’alcolismo, trattamento responsabile del suicidio nei media, depistaggio precoce e trattamento dei disturbi mentali e dello stress emotivo, formazione di figure professionali della salute che posano supportare le tendenze di comportamenti suicida, seguiti a loro volta da persone che hanno già tentato di suicidarsi. Secondo le raccomandazioni dell’OMS, l’efficacia delle misure di prevenzione e di lotta contro il suicidio deve passare attraverso la collaborazione dei diversi settori della società, non solamente a livello sanitario, ma anche a livello educativo, impiegatizio, agricolo, industriale, giudiziario e legale, politico e media. In effetti, l’OMS insiste sulla complessità di un soggetto e del comportamento suicida, cosi come sul bisogno di un approccio globale a fronte del problema.

Difficoltà e ostacoli

Stigmatizzazione e tabù

L’OMS indica che il suicidio è ancora considerato come un tabù in alcune società e che numerose persone che hanno tentato di mettere fine ai loro giorni non hanno ricevuto il supporto necessario. Secondo le cifre dell’’OMS, solo 28 paesi sono dotati di una strategia di prevenzione di comportamenti suicidari. Per questo bisogna prima di tutto far cadere questo tabù è primordiale per assicurare una prevenzione efficace.

Qualità dei dati

Secondo l’OMS, poche sono le risorse qualitative disponibili a livello mondiale riguardo i soggetti suicidi e ai tentativi di suicido. Al giorno d’oggi, 60 gli stati membri che sono in grado di registrare e utilizzare i dati dello stato civile per stimare i tassi di suicido. Tenendo conto della complessità dell’oggetto, l’OMS considera questa mancanza di dati e notifiche come un problema più grave rispetto la causa del decesso. Per rimediare e per poter stabilire delle strategie di prevenzione efficaci, l’OMS propone una migliore sorveglianza e un migliore monitoraggio dei suicidi e dei tentativi scampati. Questi miglioramenti possono avvenire tramite il registro dei dati di stato civile, il mantenimento dei registri ospedalieri e la realizzazione di inchieste rappresentative a livello nazionale.

Azione dell’OMS

L’OMS si è mossa su diversi livelli inerenti la prevenzione del suicidio. Nel 2014, l’OMS ha pubblicato un rapporto mondiale per sensibilizzare sull’importanza del suicidio e dei tentativi di tale gesto sulla salute pubblica. L’OMS si augura di dare priorità elevata nel Programma di azione mondiale di salute pubblica. Inoltre, l’OMS incoraggia i paesi a dotarsi di strategia multi settoriali atte a prevenire il suicidio o a rinforzare quelle già esistenti. Il suicidio fa parte del Programma d’azione dell’OMS del Mental Health Gap lanciato nel 2008, e del Piano d’azione dell’OMS per la salute mentale 2013-2020 nel contesto in cui gli stati membri si sono impegnati a ridurre del 10% il tasso di suicidio a livello mondiale.