Giochi anni '90: divertimenti indimenticabili

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Da Sailor Moon alla Play Station passando per le Polly Pocket e il Tamagotchi: ecco i giochi anni Novanta che non dimenticheremo. 

Sailor Moon, uno dei manga giapponesi di maggior successo negli anni Novanta. © Pinterest@VK.com


Sailor Moon

Pretty Guardian Sailor Moon ("La bella guerriera Sailor Moon"), per tutti semplicemente Sailor Moon, è il manga giapponese disegnato all'inizio degli anni 90 da Naoko Takeuchi che, in breve tempo, ha conquistato mezzo mondo. Le guerriere vestite alla marinaretta, in una rivisitazione della divisa scolastica femminile obbligatoria, sono state le protagoniste prima di un cartone animato, poi di tre film al cinema, quindi di altri due cortometraggi, tre special per la TV e perfino una versione teatrale. Va da sé che Sailor Moon e le sue amiche hanno ispirato tutto il merchandising possibile e immaginabile: dalle bamboline ai videogiochi, passando per la cancelleria scolastica. Più che un gioco anni '90, sono un must have.

Tamagotchi

Il tamagotchi, il gioco elettronico portatile che fece furore nel 1996. © Pinterest@pearlgotchi.tumblr.com


Il Tamagotchi è il primo gioco anni ’90 elettronico, portatile e in miniatura. Arrivò sul mercato nel 1996 - grazie all’invenzione di Aki Maita - e in breve tempo la specie aliena protagonista (Tamagotchi) conquistò i bambini dell’epoca che iniziarono a prendersene cura. Dalla nascita in avanti gli esserini andavano nutriti, lavati, curati se ammalati, intrattenuti, controllati e naturalmente anche sgridati. Va da sé che l’obiettivo era farlo vivere il più lungo possibile e costruire un bel rapporto. 

Polly Pocket

Polly pocket, la linea di bambole in miniatura che ha conquistato le bambine anni 90. © Pinterest@princess-peachie.tumblr.com


Le bambine degli anni Novanta se le ricordano bene, le Polly Pocket, le prime bamboline tascabili. Lanciate sul mercato nel 1989, sono entrate nelle case delle famiglie con i loro 2 centimetri di altezza, le loro micro case e i loro micro accessori. Rivisitate da Mattel nel 1999 nella collezione Fashion Polly oggi sono alte un centimetro in più, realizzate in plastica flessibile e, come dice il nome, molto più cool delle loro antenate.

Tartarughe Ninja

Teenage Mutant Ninja Turtles, il fumetto del 1984 si trasforma in un videogioco e giochi anni 90. © Pinterest@Ross Hope


La fortuna delle Tartarughe Ninja ha inizio nel 1984 con il fumetto Teenage Mutant Ninja Turtles (“Tartarughe ninja mutanti adolescenti”) disegnato da Kevin Eastman e Peter Laird per la casa editrice americana Mirage Studios. Protagoniste quattro tartarughe mutanti (contagiate da un liquido radioattivo disperso nelle fognature di New York) che praticano le arti marziali e sconfiggono il male. Loro sono Leonardo il leader, Raffaello la testa calda, Donatello l’inventore geniale e l’irriverente Michelangelo, il loro maestro è il ratto mutante Maestro Splinter e al loro fianco c’è anche la giovane April O'Neil, l’assistente di uno scienziato. Il successo del fumetto fu tale che, negli anni, furono realizzati un cartone animato - l’indimenticabile Tartarughe Ninja alla riscossa -, un telefilm - Tartarughe Ninja - L'avventura continua, andato in onda solo per due stagioni - due serie animate in onda negli anni Duemila e un'infinità di giochi e giocattoli annessi e connessi. Di genere fantascientifico, in un mix tra vita americana ed etica zen giapponese degli antichi guerrieri, le Tartarughe Ninja sono diventate il giocattolo anni ’90 tra i più amati di sempre.

Mio Miny Pony

I mio mini pony, nati negli anni Ottanta, negli anni Novanta superarono le vendite delle Barbie. © Pinterest@Ghost of the Doll


My Little Pony (Mio Mini Pony), il giocattolo lanciato nel 1982 negli Usa che ha contagiato l’Italia all’inizio degli anni Novanta (prima esistevano solo le copie degli originali americani della Hesbro) è la prima linea di giochi che ha ispirato un cartone animato e diversi lungometraggi e non viceversa. Il successo dei piccoli pony dagli occhi grandi, crine e coda color pastello da pettinare, marchio sul fianco (cutie mark) e una miriade di amici - tra cui baby pony, pegasi, unicorni e cavallucci marini - e accessori, fu tale da superare le vendite delle Barbie. Ragion per cui il popolo dei My Little Pony non ha mai smesso di evolversi e ai tradizionali esemplari, negli anni si sono aggiunti quelli luminosi al buio, quelli che si abbronzano e quelli a cui cresce la coda, quelli profumati, vellutati, con gli occhiali o parti removibili e chi più ne ricorda, ne metta!

Game Boy

Il game boy della Nintendo: il primo videogioco portatile che fece furore negli anni Novanta. © Pinterest@webalice.it


A proposito di giochi anni ’90, il Game Boy è la rivoluzione datata 28 settembre quando la consolle portatile della Nintendo fu lanciata in Europa destinata a diventare un must have nelle famiglie oltre che una tra le più longeve visto che è stata tolta dal mercato nel 2003. Chi non ricorda i pomeriggi passati a incastrare i mattoncini del Tetris

PlayStation

La PlayStation, la rivoluzione nei videogiochi arriva alla fine degli anni Novanta. © Pinterest@community.us.playstation.com


Quando nell’autunno 1995 la PlayStation sbarcò in Europa ebbe inizio la rivoluzione dei videogiochi anni ’90. La consolle sviluppata da Ken Kutaragi - soprannominato "Il padre della PlayStation" -, prodotta dalla Sony, che puntava tutto sul rivoluzionario CD, cambiò le abitudini dei più giovani (e non solo le loro). Tra le ragioni all’origine del successo planetario non solo il fatto che sulla PS si giocava e si ascoltava la musica ma anche la relativa semplicità con cui, attraverso una modifica, si potevano leggere anche CD masterizzati (quindi piratati). Abitudine poco nobile che, però, ha contribuito (e non poco) alla sua diffusione.

Micro Machine

Le micro machines, le macchine in miniatura che hanno fatto impazzire i bimbi anni Novanta. © Pinterest@il Massimo dei giocattoli


Le quattro (grandi) ruote delle (minuscole) Micro Machines, i modellini più piccoli del solito, invadono le camerette dei bambini alla fine degli anni Ottanta. Quando, nel 1990 compaiono in una scena di Mamma, ho perso l'aereo, diventano un must have planetario. Con il tempo, ai modellini di auto si affiancarono quelli delle motociclette, dei camion, dei treni, degli aeroplani, delle barche, degli elicotteri e perfino quelli delle astronavi di Star Trek, Star Wars e Power Rangers con tanto d’immancabili stazioni (terrestri e orbitanti).

Sbrodolina

Sbrodolina, la bambola anni Novanta che andava nutrita. © Pinterest@Sabrina Maestri


Lanciata sul mercato nel 1990, Sbrodolina è la bambola che ha intrattenuto milioni di bambine per più di un decennio. Tutina rosa di giorno e pigiamino bianco di sera, Sbrodolina è la prima bambola che beve acqua dall’apposito biberon e poi, simulando un neonato, sbrodola bollicine dalla bocca. Negli anni Sbrodolina viene proposta in diverse versioni: Sbrodolina tante tante bollicine, Sbrodolina ballerina, Sbrodolina Pattinatrice, Sbrodolina compleanno, Sbrodolina canta e balla e Sbrodolina dolci sogni. Un must have che nessuna giovane donna di oggi può aver dimenticato.

Snake

Snake, il primo gioco sul cellulare firmata Nokia. © Pinterest@Sanjay Golchha


E siamo alla fine: quando nel 1998 Snake, il videogioco per telefonini, approda sul Nokia 5110 è segno che il millennio volge al termine, pronto per cedere il passo ai videogiochi sugli smartphone. Anche se per pochi anni, il serpente che si muove sullo schermo, mangia quello che trova e si allunga, costringendo il giocatore a trovare soluzioni per evitare di farlo andare a sbattere o di attorcigliarsi su se stesso, l'ultimo dei videogiochi anni Novanta resta un indimenticabile amarcord.

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