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Compiti per le vacanze: perché sono utili (e perché no)

Compiti delle vacanze sì o no? Studenti, genitori e docenti si scontrano - come ogni anno - sull'importanza (o meno) di esercizi e ripassi durante l'estate. Ecco i pro e i contro.

Compiti per le vacanze sì o no? Se lo chiedono genitori, insegnanti e figli ogni anno alla fine della scuola. Ecco quali sono vantaggi e svantaggi.


Ogni anno, puntuale come la fine della scuola, si riaccende la polemica sui compiti delle vacanze con l’immediata formazione di due schieramenti contrapposti che coinvolgono, da un lato, quanti li trovano addirittura indispensabili per tenere il cervello allenato anche durante la lunga pausa estiva e, dall’altro lato, quanti preferirebbero che i figli godessero delle vacanze trascorrendo tempo all’aria aperta, anziché curvi sui tavoli dei “famigerati” compiti a casa. Al solito, però, il giusto sta nel mezzo: ecco i pro e i contro dei compiti delle vacanze.

 

Compiti delle vacanze estive? Sì!

Gli studenti italiani – dati alla mano – sono quelli che, in Europa, hanno il maggior numero di compiti da fare a casa e che, di conseguenza, passano più tempo in assoluto curvi sulle scrivanie delle loro camerette. Ma questo è soltanto un male? In realtà no perché proprio i compiti a casa sono quelli che permettono di stabilizzare le conoscenze aiutando i giovani scolari a ripetere degli argomenti ai quali si sono già avvicinati durante le lezioni, nella tranquillità della loro cameretta. Ed è proprio questa “seconda digestione” delle informazioni che permette loro di farle proprie e di raggiungere una diversa (e migliore) autonomia nella trattazione di questo genere di tematiche.

 

Dopo la scuola, no ai compiti estivi!

Completamente opposto al primo gruppo si pone, invece, la fazione dei detrattori dei compiti delle vacanze che vedono questa abitudine di far continuare i piccoli di casa nello studio anche durante le (meritate) vacanze estive, oltre che inutile anche dannosa. Ma dannosa, perché? Perché , spiegano semplicemente i componenti del gruppo “no compiti”, non è pensabile l’idea di dare una mole di lavoro da fare durante le vacanze perché, queste, dovrebbero essere il periodo del rilassamento assoluto e nessun adulto accetterebbe di buon grado il fatto di essere costretto a svolgere una mole di lavoro extra durante le sue ferie lavorative.

 

Compiti per casa: un po’ sì, un po’ no

E quindi come ci si può relazionare ai compiti per le vacanze? Probabilmente il segreto del successo prevede di prendere qualche suggerimento dal gruppo del “sì” e unirlo a qualche considerazione del gruppo dei “no”. Se è vero, infatti, che una mole di lavoro eccessivo rischia di essere controproducente e dannosa, è anche vero – al contrario – che tenere la mente allenata durante l’estate non può che far bene. Ma, se questo è lo scopo, nulla vieta di unire ai compiti “istituzionali” qualche passatempo formativo. Consigliate, per esempio, ai vostri figli qualche libro interessante e adatto alla loro età da leggere non nell’austerità della propria cameretta ma nell’atmosfera più rilassata del parco o della spiaggia. Amanti della logica? Largo a sudoku e rompicapo da fare anche sotto l’ombrellone. Il risultato? Mente allenata e scolari rilassati!

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