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Giornata mondiale per l'Autismo: conoscere e aiutare

Il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo. La psicologa Giusy Nasti spiega cos'è l'autismo e come tutti possano contribuire a migliorare la vita di chi ne è affetto.

Il 2 aprile, in tutto il mondo, è la Giornata Mondiale dell'autismo. Bastano pochi sforzi per conoscere questa malattia e aiutare davvero chi ne è affetto a integrarsi.


Nel giorno dedicato alla consapevolezza sull’autismo l'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, durante un convegno internazionale sul tema, annuncia la nascita dell’Associazione Italiana Ricerca  sull’Autismo, punto di riferimento nazionale per pazienti, ricercatori e istituzioni. Tra le città più attive per sensibilizzare i cittadini c'è Torino, che ha deciso di illuminare di blu la Mole, colore scelto a livello mondiale per simboleggiare la giornata, e che tingerà in contemporanea New York, Sidney e Rio de Janeiro. Proprio a Torino lavora la dottoressa Giusy Nasti, specializzata in tecniche cognitivo comportamentali applicate ai  disturbi comportamentali autistici, che ci ha spiegato nel dettaglio le caratteristiche di questa sindrome.

Che cos'è l'autismo e quali sono i sintomi?

La parola deriva da autos, che significa se stesso, perché l'autismo, o meglio i disturbi dello spettro autistico, hanno a che fare con l'autoreferenzialità. Le caratteristiche dei soggetti autistici, pur essendo molto diverse tra loro, riguardano tre aree: l'area sociale e relazionale, l'area comunicativa e quella degli interessi. Oltre a questa triade sintomatologica non bisogna tralasciare poi i deficit percettivi rispetto  a specifici colori, odori, rumori o situazioni di contatto fisico.

Quando e come si diagnostica?

L'autismo non ha una eziologia chiara, cioè non si conosce con certezza la serie di cause legate alla patologia, sebbene vi sia, nella comunità scientifica, la diffusa convinzione che si tratti di un disturbo di tipo neurobiologico con una probabile base genetica e multifattoriale. La diagnosi, da parte di uno specialista, avviene di solito intorno ai tre-quattro anni, spesso dopo la richiesta da parte dei genitori, che avvertono delle difficoltà a comprendere alcuni comportamenti del figlio.

Chi soffre di autismo riesce a integrarsi?

Ogni soggetto autistico è ovviamente diverso dall'altro, ma oggi c'è molta più attenzione verso questa sindrome. Realizzare un buon progetto educativo e  stabilire insieme alla famiglia  dei punti su cui lavorare fin da quando si è piccoli, sicuramente pone le basi per migliorare la qualità di vita di queste persone in futuro. Ci sono molte testimonianze di ragazzi Asperger, ossia giovani autistici con alto funzionamento, che sono inseriti in contesti lavorativi. Grazie alla collaborazione di datori di lavoro, operatori specializzati e famiglie, è possibile realizzare percorsi e progetti lavorativi.

Come si interagisce con chi è affetto da autismo?

È utile osservare e imparare a conoscere il funzionamento di queste persone, ma è anche necessario parlare con la famiglia o con chi se ne prende cura. E cercare di comprendere a quali oggetti o attività sono interessati, o quali sono i loro punti deboli. Spesso se si incontrano persone affette da questa patologia si ha paura, non si sa cosa fare, le si evita. La cosa più importante è invece informarsi e accettare il fatto che nella società ci siano dei soggetti con personalità differenti da quelle cosiddette " normotipiche".


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