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5 consigli per dare delle regole ai bambini

Come imporre dei divieti al vostro bambino?

Senso di colpa, debolezza, paura di deludere e scontentare i bambini... non è sempre facile imporre delle regole ai propri figli. Ecco 5 consigli per aiutarvi a educare i vostri piccoli e abituarli ai divieti. 

Per educare bene il vostro bambino, dovete dargli delle regole.


Divieti: una questione di buon senso

Avete il diritto di vietare quello che vietano anche gli altri genitori. È una semplice questione di buon senso. Per esempio, è legittimo proibire a vostro figlio di uscire senza giacca quando fuori fa freddo.
Al contrario, non potete obbligarlo a mettere un giacca verde acido solo perché vi piace questo colore. Se avete paura di diventare troppo autoritarie, parlatene con il vostro partner: vi permetterà di mettere in discussione i vostri principi (a volte, forse, troppo rigidi) e di trovare il giusto equilibrio.

Non ci sono età per mettere dei limiti

Dovete dare dei punti di riferimento molto presto, perché i primi anni di vita sono importantissimi per lo sviluppo della psicologia. Anche i bambini piccoli possono capire che non possono dormire nel lettone, perché anche i genitori hanno bisogno d'intimità e riposo: basta spiegargli questo concetto con le parole giuste.
Allo stesso modo, a partire dai 2 o 3 anni, un bimbo è capace di fare suo questo principio: “Non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te”. E anche nell’età dell’adolescenza non è troppo tardi per dare delle regole. L’adolescente ha bisogno di un coprifuoco perché non ha una vera e propria concezione del pericolo, ma anche perché l'opposizione fa parte di questa tappa della crescita. La difficoltà è di imporgli dei limiti rispettando la sua personalità.

Delle regole universali


Per fargli accettare i divieti, spiegate al vostro bambino che sono le leggi del mondo e che non le avete inventate voi. È importante spiegargli il senso di queste regole, a cosa servono, perché deve capire che una norma può anche proteggerlo.
Ditegli che le cose che non può fare a casa (come picchiare il suo fratellino) sono punite anche dalla legge, fuori casa. Certo, dopo averglielo spiegato una o due volte, non passate la vostra vita a giustificarvi: a volte, basta rispondere “è così, punto”. Le risposte decise e categoriche sono utili ogni tanto, e rassicurano il bambino perché gli fanno capire che i genitori sono in grado di proteggerlo.

La punizione, un passaggio obbligato

Le punizioni sono indispensabili, anche se non sono sempre facili da mettere in pratica. Immaginate che, quando passate con il rosso, il vigile si accontenti di dirvi: “non va bene”. Commetterete un'altra volta la stessa infrazione!
Le punizioni non faranno di voi delle mamme cattive. Le parole hanno un senso solo se sono confermate dalle azioni. Questo fa prendere coscienza a vostro figlio del fatto che ciò che fa è grave. Per quando riguarda il tipo di castigo, ogni genitore è libero di fare come si sente: mandare il bambino in camera, vietargli il dolce...

Stop al senso di colpa

No, non siete delle mamme cattive solo perché non accontentate vostro figlio al minimo capriccio. Fissare delle regole non significa umiliare o maltrattare il vostro bambino, ma dargli protezione e sicurezza, prepararlo a vivere in società.
Quando avrete capito che imporre dei limiti è fondamentale per lo sviluppo psicologico di vostro figlio, non sentitevi in colpa: state facendo qualcosa di legittimo. Punire il piccolino perché fa una sciocchezza dopo l’altra non vuol dire abusare dell'autorità di genitore. Ripetetevi che lo fate per il suo bene.

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