INR: valori dell'International Normalized Ratio

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L’esame INR (acronimo inglese di International Normalized Ratio, Rapporto internazionale Normalizzato) è un indicatore della coagulazione sanguigna. Esso consente di fare un ulteriore controllo del tempo di protrombina- misura il tempo che il plasma impiega per coagulare, considerando anche la presenza di tromboplastina calcica- , il quale può variare a seconda delle tecniche utilizzate in laboratorio. La differenza tra l’indicatore INR e il livello di protrombina consta nel fatto che l’INR tiene conto della sensibilità dei reagenti.


Esame INR

La misurazione dell’INR viene prescritta a quei pazienti che hanno in corso un trattamento anticoagulante con antivitamina K. Soggetti non sottoposti a questa antivitamina K non hanno alcun interesse ad effettuare questo genere di controllo, poiché la coagulazione del sangue è generalmente fluida per questi pazienti. Naturalmente, un controllo regolare del tasso di coagulazione può risultare preventivo e, nel caso in cui il valore INR risulti anormale, bisognerà provvedere a regolare il trattamento o ad iniziarne uno nuovo.

INR valori normali

Conformi agli indicatori presenti sui risultati delle analisi, il valore dell’INR deve situarsi tra 2 o 3, per un soggetto in cura con un anticoagulante contenente antivitamina K, durante la prevenzione primaria e secondaria di trombosi venosa (durante un intervento chirurgico ad alto rischio trombotico); nel corso di un trattamento secondario delle trombosi venose e di embolie polmonari; di problemi al ritmo cardiaco, protesi cardiaca tissulare, valvulopatia, infarto del miocardo, fibrillazione articolare o della valvora aortica. Mentre i valori devono essere compresi tra 3 e 4.5 per una persona che ha subito un intervento. Per embolie sistemiche recidive, il risultato deve essere superiore, a causa di un rischio emorragico significativo.

INR basso o INR elevato

Il monitoraggio dell’INR consente di controllare le dosi AVK da prescrivere. Il paziente sotto anticoagulanti deve essere educato e informato a ben controllare le variazioni di questi dati (il paziente viene sottoposto ad un regime alimentare privo di alcune verdure molto ricche di vitamina K e gli vengono evitati alcuni farmaci che possono diminuire l’effetto dell’AVK). Il valore INR deve essere compreso tra 2 e 3 o tra 3 e 4.5 su due controlli consecutivi effettuati a 24h di distanza, prima che venga presa la decisione di arrestare il trattamento eparinico (che deve essere seguito con dosi invariate).


Nota Bene: poiché i risultati differiscono a seconda delle tecniche di laboratorio usate, bisogna tenere a mente che i risultati non costituiscono una diagnosi a sé stante. È dunque importante consultare un medico, che potrà prescrivere ulteriori esami complementari ed, eventualmente, un trattamento.