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Visita ginecologica: come avviene

La visita ginecologica è indispensabile per l’individuazione di numerose patologie che colpiscono le donne. Ecco come si svolge una visita ginecologica e le diverse fasi di controllo.


Prima visita ginecologica

La prima visita ginecologica è consigliata da quando si attiva la vita sessuale di una donna. Si raccomanda ogni anno e assieme alla visita dei seni (mammografia) deve avere frequenza annuale a partire dai 30 anni. Disposizioni diverse, riguardanti la frequenza e lo svolgimento della visita ginecologica vengono effettuati a donne con antecedenti (ad esempio cancro al seno) o a rischio di patologie tumorali. Anche la visita ginecologica in gravidanza può essere più frequente e avvenire con esami specifici.

Esame ginecologico: i due tipi di visita

Una visita ginecologica avviene in generale in due situazioni distinte: quando la paziente soffre di una patologia e il consulto ginecologico è parte integrante di una procedura diagnostica; esame di controllo sistematico o screening. I motivi che portano alla visita dal ginecologo sono sanguinamento anomalo, assenza di mestruazioni (amenorrea), perdite vaginali (non di sangue), dolore pelvico, infertilità, malattie del seno e, infine, i disturbi sessuali.

Visita dal ginecologo, come avviene?

Cosa fa il ginecologo

Il ginecologo dialogando con la sua paziente determina i motivi del consulto, richiede informazioni riguardanti gli antecedenti familiari, i sintomi che essa manifesta e informazioni riguardati la sua attività sessuale (ad esempio in caso di patologie del coniuge).

Esame degli organi genitali

Comprende diverse fasi che aiutano a diagnosticare/individuare diversi tipi di patologie. Ispezione e palpazione dell’addome, esame del perineo: ispezione degli organi genitali esterni, al fine di rilevare alcune malattie infettive; esame pelvico, realizzato con uno strumento detto speculum (in plastica o metallo) che consente di meglio esaminare il collo dell’utero (individuando casi di tumore), il muco cervicale (a prova di sterilità) e la cavità uterina. L’uso dello speculum consente di determinare la causa del sanguinamento genitale e realizzare vari prelievi (batteriologici, parassitologici e virologici). Durante questo esame lo specialista realizzerà un particolare test definito Pap test, atto a rilevare la presenza di cancro al collo dell’utero. La palpazione vaginale consente di esaminare la cavità pelvica e valutare lo stato della cervice, di parte dell’uretra e della vescica.

Durante la visita ginecologica di una donna vergine, l’esame con lo speculum e la palpazione vaginale devono essere evitate.

Screening del seno (mammografia)

Ha lo scopo di verificare l'integrità del seno e di identificare eventuali difetti (noduli, secrezioni dal capezzolo) e svolge un ruolo fondamentale nello individuazione e screening del cancro al seno. Questo esame si svolge in due fasi: palpazione e ispezione (dissimmetria e anomalie visibili).


Foto: © Tom Schoumakers - Shutterstock.com
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