Perché la festa della donna: storia e origini dell'8 marzo 

Giulia Vola

Ogni anno, l'8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna: una ricorrenza che non ha nulla di commerciale, non di certo nelle sue origini.

Le mimose divennero il simbolo della festa delle donne nel 1946. © Andrey Cherkasov/123RF


Festa delle donne: gli albori

Siamo all’inizio del secolo, la strada per il suffragio universale femminile è ancora lunga ma le donne già sgomitano per far sentire la loro voce. Lo fanno a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, durante il VII Congresso della II Internazionale socialista; lo fanno negli Stati Uniti, il 3 maggio 1908 alla conferenza del Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater che passò alla storia come il primo “Woman's Day”, il giorno della donna.


Origini della Festa delle donne: il Woman's Day

Quel giorno si parlò anche dei salari (troppo bassi per le donne) e delle discriminazioni (sessuali): il successo fu enorme e nel febbraio dell’anno dopo il Partito socialista americano organizzò una manifestazione in favore del diritto di voto femminile. È il 23 febbraio 1909 ed è la prima volta che le donne scendono in strada per rivendicare i loro diritti. Rotto l'argine, l’ultima domenica del febbraio del 1910 succede anche a Copenaghen, durante la prima Conferenza internazionale delle donne socialiste. Nel 1911 anche in Germania, Austria e Svizzera (l'appuntamento è il 19 marzo, mentre Oltreoceano la data resta l’ultima domenica di febbraio), in Francia (il 18 marzo) e in Svezia (il primo maggio).


8 marzo: la rivoluzione delle donne

Perché la Giornata Delle Donne si trasformi in un appuntamento fisso, però, devono passare ancora un po’ di anni. Decisive, saranno le russe di San Pietroburgo, che l'8 marzo 1917 si riversarono nelle strade guidando una grande manifestazione per chiedere la fine della guerra. Di lì a poco lo zarismo crollò, tanto che quella data si trasformò nell’anniversario della Rivoluzione russa ma anche nella Giornata internazionale dell'operaia, come fu deciso ufficialmente il 14 giugno 1921, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste. L’anno dopo si allineò anche l’Italia: il 12 marzo 1922, la prima domenica successiva all’ormai noto 8 marzo, le strade si colorarono di rosa e, sebbene per poco, l’illusione di un mondo più giusto fu reale.


Festa della donna: i falsi storici

All’origine dell’8 marzo, insomma, c’è una rivoluzione e c'è la rivendicazione della pace. Altro che le leggende metropolitane che iniziarono a circolare nel secondo dopoguerra: dall’incendio alla (fantomatica) Cotton (o Cottons?), un’inesistente fabbrica di camicie newyorkese - probabilmente confusa con il rogo che il 25 marzo 1911 uccise 146 operai (123 donne e 23 uomini) della Triangle -, alle violente repressioni della polizia in (presunte) manifestazioni sindacali andate in scena a metà Ottocento a New York (per altri a Chicago, per altri ancora a Boston). 


Auguri per la Festa delle donne: le mimose

L’8 marzo 1945 la guerra è quesi finita e mentre Londra approva e spedisce all'ONU la Carta della donna invocando parità di diritti e di lavoro, in Italia l'UDI - l’Unione Donne in Italia nata un anno prima - celebra la prima giornata della donna nelle zone liberate. L’anno dopo debutta il simbolo che, ancora oggi, accompagna la Festa dell’8 marzo, la mimosa, il fiore dei primi giorni di marzo che Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei scelsero per la sua semplicità dimessa e allo stesso tempo sgargiante.

Da allora il significato dell’8 marzo è cresciuto un anno dopo l’altro fino alla manifestazione che nel 1972 portò nella romana piazza Campo de' Fiori non solo attiviste del calibro di Jane Fonda ma, soprattutto striscioni con su scritto “Matrimonio = prostituzione legalizzata”, “Legalizzazione dell'aborto”, “Liberazione omosessuale” e di mano in mano circolava il volantino che rivendicava alla donna (e solo a lei, non lo Stato, non la Chiesa), “il diritto di amministrare l'intero processo della maternità”. Troppo, per i tempi: senza alcuno squillo di tromba la polizia caricò, manganellò e disperse le manifestanti femministe. Una pagina buia della storia che venne commemorata intitolando piazze e giardini a quell'anniversario e svuotando di significato le manifestazioni degli anni successivi.

Il 16 dicembre 1977 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ufficializzò la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale" firmando la risoluzione 32/142, un invito a tutti i Paesi a individuare una data per sottolineare il ruolo delle donne, i loro diritti, l'urgenza di bandire ogni discriminazione e la necessità di una parità. Un invito che quarant’anni dopo non tutti hanno ancora colto. Ecco perché l'8 marzo 2017 le donne di tutto il mondo si fermeranno e scenderanno nelle piazze al motto di Non Una di Meno in un sciopero globale, decise a far sentire la loro voce, a far pesare la loro assenza, a ottenere ciò che le spetta. 

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