Come masturbarsi? Autoerotismo femminile e consigli

Elena Bianchi
Consigli sulla masturbazione femminile per un'autoerotismo soddisfacente alla ricerca dell'orgasmo (da praticare anche in coppia, volendo).
Abbattuto il tabù della masturbazione femminile, ecco come regalarsi intensi orgasmi con l'autoerotismo. © Piotr Stryjewski/123RF


Come si fa a masturbarsi?

Anzitutto si accende il centro della sessualità, il cervello, permettendo alle fantasie erotiche di scatenare il desiderio che fa vibrare le parti intime e regala un intenso piacere che culminerà poi nell'orgasmo. In questo modo è più facile lasciarsi andare, assecondando le mani che accarezzano prima le zone erogene in veri e propri preliminari: dai capezzoli all'interno cosce, ciascuna donna ha le sue. Quando però il desiderio si trasforma in un'onda, allora è il momento di passare ai genitali: si fanno pressioni sul Monte di Venere, si allargano con delicatezza prima le grandi labbra, poi le piccole e quindi si procede alla stimolazione del glande del clitoride, l'organo che, esercitando pressioni circolari e continue è in grado di portare la donna all'orgasmo.


Come masturbarsi al meglio

Naturalmente ascoltando il ritmo del proprio corpo. Tuttavia esistono alcuni accorgimenti che incrementano il piacere dell'autoerotismo femminile. Per esempio un perineo allenato, grazie agli esercizi di Kegel, è in grado di scatenare orgasmi più intensi e prolungati. Inoltre, per la masturbazione femminile non ci sono solo le dita per l'autopenetrazione: tra vibratori, dildo e sex toys, basta solo trovare quello più adatto al proprio piacere. Così come non c'è solo il clitoride da stimolare: tra punto G, uretra e ano anche in questo caso la donna non deve far altro che andare alla scoperta del proprio corpo. Tanto più che molte donne arrivano all’orgasmo senza alcuna penetrazione: ci riescono sdraiandosi a pancia in giù e muovendo il bacino in modo da sfregare il monte di Venere con una superficie adatta oppure da sedute, grazie agli esercizi di Kegel.
 

Tecniche per masturbarsi: dove, quando, con chi

Per quanto riguarda la posizione, ogni donna ha le sue regole. Si può fare da supine, da prone e perfino da in piedi, magari sotto la doccia seguendo l'esempio di Laura Palmer. E ancora: alcune trovano molto eccitante farlo davanti a uno specchio, altre da sedute, in mezzo alla gente, senza penetrazione. Infine ci sono le donne che l'autoerotismo lo praticano in coppia, in piccanti giochi a due. Sia come sia, l'importante è non precludersi né avere pregiudizi per quel piacere negato per millenni alle donne, considerato tabù e fonte di (quasi) tutti i mali: masturbarsi fa bene, aiuta a conoscere il proprio corpo, regala intensi momenti di piacere e migliora l’intimità della coppia. 

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1 Commento

Tante donne, purtroppo, non riescono ad avere un orgasmo neppure da sole anche masturbandosi “sofisticatamente”: sono completamente anorgasmiche da sempre!

Secondo la letteratura scientifica internazionale il raggiungimento dell’orgasmo è comunque più difficile per la donna rispetto all’uomo in termini di percentuale.

La donna, poi,  che si affida ad un sessuologo  comportamentale ha, in generale (se non ci sono importanti problemi associati, sempre da valutare) i migliori successi terapeutici. Durevoli nel tempo.

 

Raggiungere poi l’orgasmo con il partner (anche occasionale) in qualsivoglia modalità (anche con la classica penetrazione) richiede di norma un percorso psicoeducazionale (a volte terapeutico) di coppia (in tante situazioni particolari, anche individuale) con l’aiuto di un capace sessuologo, sempre comunque mirato, cioè confezionato “su misura”, personalizzato, alla persona anorgasmica, ovviamente sempre dopo attenta valutazione sessuologica per capire i motivi per cui non si riesce a raggiungere l’orgasmo assieme al proprio partner, seppur occasionale.

 

I motivi che bloccano l’orgasmo femminile  (diversi da donna a donna) vanno ricavati dalla storia personale, psicologica e dalle esperienze sessuali riferite. Si tratta di capire che cosa realmente blocca il raggiungimento del massimo piacere. In definitiva se malauguratamente non si riesce da sole allora, giocoforza, conviene rivolgersi ad un serio sessuologo clinico preferibilmente con specializzazione anche psicoterapia.

 

In alternativa al sessuologo tante donne hanno trovato utile anche il “percorso di auto aiuto guidato” presentato concretamente nel “Manuale pratico del benessere”  delle edizioni ipertesto, patrocinato anche dal clubUNESCO.