Libido: istruzioni per l’uso

Ludovica Riccardi
La parola libido crea talvolta dei malintesi. Facciamo il punto su alcune nozioni, da Freud fino ai nostri giorni!

Al giorno d'oggi il termine libido rinvia esclusivamente al desiderio sessuale.


Se c’è un argomento popolare nelle riviste femminili, è la libido. Pensiamo di sapere tutto su questo tema. Ma ne siamo sicure? Sappiamo, ad esempio, da dove viene questo termine? E quali sono le possibili cause di calo della libido?

Che cos’è la libido?

La traduzione del termine “libido” è del tutto esplicita: si tratta dell’”appetito sessuale”. Questo concetto è stato inizialmente usato in filosofia, prima di essere adottato dai padri fondatori della psicanalisi, Sigmund Freud e Carl Jung. Per Freud, si trattava di un’energia vitale composta da tutti i nostri desideri sessuali, reali o immaginari. Jung ha esteso tale concetto a ogni sorta di energia psichica, al di là della semplice sessualità. La definizione freudiana ha finito per soppiantare quella dell’allievo: oggi, infatti, il termine libido rimanda esclusivamente al desiderio sessuale.

Come funziona la libido?

Nell’accezione moderna, dunque, per libido s’intende soltanto il desiderio sessuale. Questo può essere suscitato da stimoli esterni (un bellimbusto incrociato per strada, un bel décolleté per un uomo) o interni (la rievocazione di una fantasia intima) ma può anche nascere in risposta al desiderio dell’altro: le carezze prodigate al partner gli faranno venire voglia di fare l’amore…

Quando la libido è a mezz’asta

Questo vale in teoria. In pratica, infatti, nonostante carezze, fantasie, film porno e quant’altro, capita che la libido non si palesi. Ciò può essere dovuto a fattori psicologici (depressione, preoccupazioni personali o professionali, problemi finanziari…) o fisici (stanchezza acuta, malattia cronica o terapia medica, in particolare alcuni contraccettivi…). In ogni caso, non allarmatevi, le soluzioni per ritrovare il desiderio esistono.

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per un basso desiderio sessuale (sia nella donna sia nell’uomo) oggi ci sono percorsi di cura, anche non farmacologici. Referente sul problema è – in assenza di evidenti cause organiche – il sessuologo clinico (preferibilmente se anche psicoterapeuta e con formazione universitaria, certificata, post lauream, in “sessuologia clinica”).
Tuttavia un calo significativo del desiderio sessuale può avere varie cause e situazioni di mantenimento che in fase di valutazione clinica devono essere individuate considerando attentamente anche il punto di vista del partner, così come dettagliato anche alle pagine 312, 323, 484 e 486 (in particolare) de “Il manuale pratico del benessere” (Ipertesto editore) patrocinato dal club UNESCO.
Un percorso guidato di auto-aiuto, completo di prescrizioni sessuologiche, consigli concreti, esercizi domestici naturopatici e anche test psicologici per una amplia valutazione personale, anche del livello del proprio desiderio sessuale