Osteoporosi, come conviverci

Barbara Costa
L'osteoporosi è una malattia delle ossa che, secondo il Ministero della Salute, colpisce dal 5 al 29% delle donne in menopausa. Quando si soffre di questa patologia, bisogna prendere qualche precauzione.

Una buona alimentazione e l'attività fisica possono prevenire il rischio di osteoporosi.


Adottare un’alimentazione ricca di latte


Il calcio è essenziale allo scheletro per la formazione delle ossa e dei denti. Spesso carenti di calcio e di vitamina D, le persone colpite dall’osteoporosi devono seguire una dieta ricca di lattosio (lo zucchero principale del latte) per aumentare il livello di calcio ed evitare le fratture.

È consigliato mangiare 3 latticini al giorno, formaggi o yogurt, ma anche di inserire nell’alimentazione altri cibi ricchi di calcio, come broccoli, cavoli, salmone, sardine, rucola...

Viceversa, alcuni alimenti sono da limitare in caso di osteoporosi: è il caso del sale, che aumenta l’eliminazione renale del calcio. Bisogna tenere sotto controllo anche il consumo di caffeina (presente nel caffè, nel tè, in alcune bibite gassate...), perché questa sostanza rallenta l'assorbimento del calcio.

Sole tutto l’anno per la vitamina D

Altro elemento importante: la vitamina D, indispensabile per l’assorbimento del calcio. Gioca anche un ruolo importante nella forza muscolare, la prevenzione delle cadute e quindi delle fratture. 

Questa vitamina viene prodotta dall’organismo quando ci si espone al sole. Sono le cellule dell’epidermide che la sintetizzano grazie all’azione dei raggi ultravioletti, ma non è prodotta dal cibo: ecco perché è indispensabile esporsi al sole. È un'abitudine che non tutti hanno, in particolare tra le persone anziane, che passano molto tempo chiuse in casa.

Bastano 15 minuti di esposizione al giorno, con braccia e gambe scoperte, anche attraverso un vetro, per produrre una quantità sufficiente di vitamina D. Si può inoltre apportare un complemento di vitamina D con degli integratori (sotto prescrizione medica). 

Rinforzare i muscoli 

Fare attività fisica e mantenersi in forma, evitando di prendere peso in eccesso, è fondamentale per prevenire l'osteoporosi.

A partire da una certa età la pratica dell’esercizio fisico diventa difficile. Quando la persona ha difficoltà a muoversi o ad alzarsi è preferibile privilegiare degli esercizi più delicati, che non contrasteranno l'osteoporosi ma rafforzeranno la massa muscolare, permettendo di evitare le cadute e di rialzarsi in caso di bisogno.

La ginnastica dolce e lo Yoga possono essere praticati a ogni età e sono più accessibili alle persone che non hanno l’abitudine di fare attività fisica con regolarità. Anche una passeggiata, fatta tutti i giorni, può avere degli effetti benefici.

Il nuoto non rinforza le ossa (perché non ci sono impatti sulle articolazioni quando si è in acqua), ma può rendere il corpo più flessibile. 

Organizzare la vita quotidiana per evitare le cadute

Per la prevenzione delle cadute o la riabilitazione dopo una frattura, bisogna riorganizzare la casa e la propria vita quotidiana per limitare i rischi e vivere serenamente.

Attenzione quindi a tutto quello che potrebbe provocare una caduta: fili elettrici scoperti, tappeti, scale troppo ripide, cabina della doccia scivolosa, ma anche luci troppo poco luminose, telefono o interruttori di difficile accesso, potenziali punti d’appoggio instabili ecc. 

Il giardino, la terrazza o l’uscita della casa non devono essere un percorso disseminato di trappole: è importante poter camminare senza fare un percorso a ostacoli. 

Inoltre, si devono prendere in considerazione i vestiti. È importante evitare di portare ciabatte o scarpe non chiuse dietro il piede. I pantaloni troppo lunghi sono un potenziale pericolo e possono provocare cadute o perdita di equilibrio. 

I farmaci per prevenire le fratture

In caso di osteoporosi più avanzata o di fratture, la prevenzione non basta ed è indispensabile la cura terapeutica. 

La cura viene prescritta solo dopo delle analisi approfondite, come la mineralometria ossea computerizzata, in funzione dell’età, dell’esistenza di fratture e del rischio di nuove fratture per il paziente. 

A seconda dei risultati e delle analisi, ogni paziente riceve una cura adatta, ormonale o no, che rinforzi lo scheletro e prevenga così il rischio di fratture. Le cure possono essere ormonali (SERM, terapia ormonale sostitutiva...) o no (bifosfonati, Ranelato di Stronzio, Teriparatide...). Il trattamento dura dai 3 ai 5 anni, e può essere eventualmente rinnovato. 


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