Stufa a pellet: prezzi, vantaggi e svantaggi

Giulia Vola

Le stufe a pellet sono più sostenibili per l’ambiente e permettono un risparmio a lungo termine: ecco i pro, i contro e i prezzi del riscaldamento con la fiamma.

Economiche, pratiche e sostenibili, le stufe a pallet sono l''alternativa per il riscaldamento dell'inverno. © Paul Maguire/123RF

Sebbene negli anni i prezzi delle stufe a pellet siano cresciuti, per molti si rivelano la soluzione ideale per il riscaldamento. L’importante, però, è fare una scelta oculata nell’acquisto (non puntare al risparmio, per intenderci) e affidarsi a professionisti per l’installazione: la sicurezza è un aspetto fondamentale e un atteggiamento superficiale può avere anche gravi conseguenze. 


Prezzi di stufe a pellet

Un investimento efficace, che punti a un risparmio nel tempo, presuppone una spesa iniziale più alta: questo perché una stufa a pellet economica sarà meno efficiente, consumerà più energia e quindi produrrà bollette (elettriche) più care. Anche la scelta di pellet economici può essere un errore dal momento che potrebbe danneggiare la stufa e quindi richiedere una manutenzione più costosa. Al momento dell’acquisto, inoltre, bisogna considerare anche la detrazione fiscale del 55% dalle imposte sui redditi, un vantaggio che verrà dilazionato in 10 anni.      

I modelli base di una buona stufa a pellet partono dagli 800 euro, quelli più sofisticati possono arrivare anche a 6mila euro. Va da sé che i marchi più riconosciuti - Nordica Extraflame, Edilkamin, Cadel, Palazzetti e Montegrappa - offrono una gamma più assortita oltre a pezzi di ricambio più accessibili e alla portata.  

Per quanto riguarda i consumi, va tenuto conto che una stufa a pellet di media potenza permette di riscaldare un ambiente di circa 50 metri quadri con una potenza media di 10 kwh che, se mantenuta costante per 12 ore implica un consumo di un sacco di pellet (circa 4,50 euro). 


Stufe a pellet: vantaggi

Chiarita la questione economica, i principali vantaggi riguardano la praticità e la comodità - dal momento che il controllo è elettronico, possono essere programmate anche a distanza - e la bassa manutenzione richiesta che implica la pulizia del braciere (le ceneri vanno eliminate ogni 25-40 ore di lavoro e il serbatoio una volta alla settimana). Inoltre, va sottolineato che sono più sostenibili per l’ambiente - sfruttando solo gli scarti di lavorazione del legno (di cui è composto il pellet) non implicano l’abbattimento di nuovi alberi - e che il crepitio, il profumo e la fiamma creano un ambiente decisamente suggestivo.


Difetti delle stufe a pellet

A determinare i difetti principali sono le ventole: se da un lato potrebbero produrre rumore, dall’altro tendono ad asciugare eccessivamente l’ambiente rendendo l’aria secca. Proprio per questo, alcuni modelli sono dotati di umidificatore interno: in caso contrario è bene procurarsene uno esterno. Infine, non va dimenticato che le stufe a pellet sono alimentate elettricamente: in caso di black out si sta al fresco!

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