Celiachia, una patologia in aumento

I casi di intolleranza al glutine sarebbero aumentati di 5 volte tra il 1975 e il 2000, in particolare tra i bambini.

La celiachia è sempre più diffusa, soprattutto tra i bambini.


La celiachia è sempre più diffusa. A dimostrarlo è uno studio intitolato The New Epidemiology of Celiac Disease, pubblicato sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition. Secondo il team di ricercatori, tutto italiano, che ha effettuato le indagini, l'intolleranza al glutine sarebbe aumentata di cinque volte in 25 anni, in particolare in età pediatrica.

L'aumento si registra innanzitutto nelle aree 'storiche' della celiachia, ovvero quelle in cui si consumano molti prodotti a base di grano (pane, pasta, pizza...). È il caso di Europa e Stati Uniti, dove circa l'1% della popolazione sarebbe intollerante al glutine, contro lo 0,2% nel 1975: e questa sarebbe solo "punta dell'iceberg", perché molti casi di celiachia (da 1:3 a 1:5) non verrebbero diagnosticati.

Questa patologia sarebbe molto diffusa anche in Nord Africa e in Medio Oriente, due aree geografiche in cui il consumo di prodotti contenenti glutine è significativo. La scarsità "di servizi diagnostici e la bassa consapevolezza della malattia", tuttavia, renderebbero la diagnosi più problematica.

Un'altra area colpita dalla celiachia sarebbe l'India settentrionale, chiamata anche "cintura celiaca". In questa zona, infatti, la coltivazione del grano avrebbe sostituito quella del riso, modificando le abitudini alimentari.

Secondo lo studio, una delle cause principali dell'aumento della celiachia sarebbe proprio l'evoluzione della nostra alimentazione, in particolare durante l'infanzia. I ricercatori ipotizzano che introdurre piccole quantità di glutine nell'alimentazione dei neonati a partire dai 4 mesi d'età, durante l'allattamento, potrebbe evitare il manifestarsi di un'intolleranza. Le indagini sono ancora in corso.

Secondo lo studio, infine, l'aumento della patologia sarebbe legato anche "al miglioramento delle tecniche diagnostiche e alla maggiore consapevolezza della malattia"

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