Arabia Saudita: donne al volante (finalmente!)

Eleonora Chiais

In Arabia Saudita cade un tabù storico: le donne potranno finalmente guidare l'automobile, le prime patenti saranno rilasciate nel giugno 2018.
 

Donne al volante anche in Arabia Saudita: nel paese di re Salaman cade il tabù (e la legge) che proibiva al gentil sesso di condurre veicoli senza un accompagnatore. © Zubaida Abdallah/123rf


Donne al volante anche in Arabia Saudita. Cade (finalmente) il tabù che impediva a signore e signorine di sedere al posto di guida dell'automobile senza un accompagnatore. Una vera e propria rivoluzione che, tramite il decreto del giovane e dinamico re Salaman, prevede la formazione - entro trenta giorni - di un panel ministeriale che attuerà la decisione e le prime patenti, fanno sapere da palazzo, arriveranno entro giugno 2018.

Soddisfazione indiscutibile dopo anni e anni di proteste organizzate nel paese da gruppi di donne che - a intervalli più o meno regolari dall'indomani della Guerra del Golfo - si sono spesso date appuntamento alla guida delle loro automobili per manifestare contro questo limite assurdo. Un limite che, d'altra parte, ha radici profonde in un certo filone culturale del paese e che, infatti, è stato sostenuto anche recentemente dai i teologi wahabiti che si sono espressi contrari al via libera delle donne alla guida sostenendo, tra l'altro, che il diritto sarebbe "inappropriato" e "pericoloso per la stabilità del Regno". Perché? A spiegarlo ci ha pensato uno sceicco locale chiarendo che il limite è fisico giacché "le donne hanno un quarto di cervello degli uomini".

Per fortuna, però, alla fine gli estremismi misogini e le assurdità maschiliste hanno dovuto confrontarsi con il progresso (che nel paese è passato anche attraverso il diritto al voto e all'eleggibilità). E il re trentaduenne ha scelto quest'ultimo. Perché si sa, le donne al volante sono un pericolo, ma solo per l'ottusità dell'orgoglio maschile più ottuso.

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