Attacco chimico in Siria: strage di bambini e civili

Giulia Vola

Il raid con armi chimiche ha colpito Khan Sheikhun nella provincia siriana di Idlb controllata dai ribelli: strage di civili e bambini. L'Unicef: "oggi è morta l'umanità".  

L'attacco chimico in Siria ha liberato forse gas sarin o forse gas nervino. © Sadık Gle/123RF


[Aggiornato il 5 aprile 2017 alle ore 10.00] L’attacco chimico è arrivato dal cielo: un raid aereo a Khan Sheikhun, nel nordovest della Siria, nella provincia di Idlb, una zona controllata dai ribelli. Sono piovute bombe al cloro o forse al gas sarin: ancora non si sa quale delle sostanze vietate dalle convenzioni internazionali sia entrato nei polmoni dei civili e ne abbia avvelenato i corpi. Si sa però dall'Osservatorio per i diritti umani che, per almeno 72 persone, è stato letale, per altre 400 gli effetti sono stati devastanti e che, tra i morti, almeno 20 sono bambini e 17 donne. Raccogliere i dati è complicato e i numeri sono tristemente destinati a salire.

Mentre sui social rimbalzano le immagini atroci dei bambini colpiti, dei morti, dei feriti e degli attivisti siriani, i cosiddetti “caschi bianchi”, che fanno quello che possono con le pompe d’acqua per soccorrere i superstiti, si ipotizzano le responsabilità e si lanciano dichiarazioni e j’accuse.

C’è l’accusa della Coalizione nazionale che ha puntato il dito contro il presidente siriano "Bashar al-Assad”. C’è la versione di Damasco, dove fonti militari hanno ammesso un raid contro un “deposito di missili” ma smentito l’utilizzo di armi chimiche perché “non sono più in nostro possesso” ma potrebbero essere nelle mani dei ribelli. In effetti, se il raiss avesse ordinato ora attacchi chimici si tratterebbe di uno dei più clamorosi suicidi politici della storia. Ci sono la Francia e la Gran Bretagna che hanno chiesto un vertice di emergenza al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (l'incontro è fissato il 5 aprile). E infine c’è la telefonata tra Erdogan, il presidente turco, e Putin, quello russo: “questo tipo di attacchi inumani sono inaccettabili”, avrebbe detto Erdogan.

Nel frattempo, come ha dichiarato all’Ansa Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, “l’umanità è morta oggi in Siria”, dove dopo sei anni di guerra civile che ha fatto 465mila vittime e oltre 6 milioni di profughi, i bambini pagano il conto più salato: secondo le ultime stime di Save the Children 2 su 3 hanno la casa bombardata, un parente morto, o sono feriti. E ancora: più della metà ha smesso di andare a scuola e 1 su 4 rischia disturbi mentali. “Sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto” denuncia l’Unicef. Una guerra che arrivata alla chimica deve smuovere le coscienze di chi dirige le pedine del grande gioco. 

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