Gessica Notaro:"pregavo: toglimi la bellezza ma lasciami la vista"

Giulia Vola

Intervistata da Panorama, Gessica Notaro ripercorre la notte dell'aggressione: "Mentre l’acido mi mangiava la faccia io, in ginocchio, pregavo Dio: toglimi la bellezza, ma lasciami almeno la vista".

Sulla sua pagina Facebook Gessica ha postato gli auguri per la Festa delle donne. © Facebook@Gessica Notaro


Gessica Notaro ha scelto Panorama per raccontare l'aggressione subìta la notte tra il 10 e l'11 gennaio quando, "mentre l’acido mi mangiava la faccia io, in ginocchio, pregavo Dio: toglimi la bellezza, ma lasciami almeno la vista". Assente (suo malgrado) alla prima udienza a porte chiuse del caso che vede imputato il suo ex fidanzato e convivente, il 29enne capoverdiano Jorge Edson Tavares, Gessica non ha paura di confrontarsi con il suo passato, tanto meno di combattere la battaglia che ha davanti. 

Ventotto anni, bellissima (nel 2007 fu eletta Miss Romagna), ambiziosa - dopo il concorso ha cantato, ballato e presentato programmi in tv anche in Rai e Mediaset -, amante degli animali - addestra leoni marini al delfinario di Rimini - Gessica racconta le difficoltà che sopportava: "mi aveva minacciato quando lo denunciai, un anno fa, e minacciava spesso anche di togliersi la vita dopo avermela fatta pagare...". E racconta che lei, quella maledetta sera dell'aggressione sul pianerottolo di casa, qualcosa sospettava: "immaginavo di ritrovarmelo sotto casa perché aveva telefonato più volte a mia madre. Nonostante gli obblighi domiciliari ai quali era stato sottoposto, infatti, Edson Tavares era libero di andare in giro a tutte le ore e di avvicinarsi a casa mia". Racconta che Edson sapeva che era l'anniversario del suicidio del fratello di Gessica, sei anni prima - "Tavares non a caso ha scelto la stessa data" - e racconta l'agguato al buio, all'improvviso, dal retro di un auto.

"Ho cercato di restare lucida. Sapevo che non dovevo toccarmi il viso con le mani e sapevo anche che non dovevo sciacquarmi... Mi sono fatta portare subito da mia madre all’ospedale mentre sentivo che l’acido mi entrava negli occhi e cominciavo a vedere sempre di meno".

Razionale, controllata, Gessica non ha mai perso la calma: agli inquirenti ha subito detto "è stato lui, Edson Tavares" e in tribunale avrebbe voluto testimoniare che l'acido di quella sera non l'ha spezzata, che la sua vita va avanti. Come ha fatto su Panorama dove, con il viso coperto di garza, si è scagliata contro una legge "distratta e inefficace di fronte al suo caso", lei che il suo ex lo aveva già denunciato per stalking e aveva ottenuto un provvedimento di ammonimento. E se la prende con l'ingiustizia che condanna le vittime ad avere il viso deturpato per sempre mentre gli aggressori sono liberi in pochi anni.

In aula ci sarebbe voluta essere anche perché voleva "che lui la vedesse così, la guardasse in faccia". Lui che continua a dichiararsi innocente nonostante il suo alibi traballi e a suo carico ci siano altre denunce attinenti e l'evidenza dei fatti parli abbastanza chiaro: "C’è stata un’escalation, non certo un fulmine a ciel sereno - racconta l'amico e collega all'acquario di Rimini, Massimo Gabellini -. Gessica aveva paura per se stessa e per chi le era vicino. Non erano solo sms insistenti".

 

Per fortuna Gessica è forte, è "Un leone, ha una forza incredibile" assicura Gabellini. "Vuole riappropriarsi della propria vita", ha aggiunto confermando quello che lei ripete di continuo su Facebook. Riemersa dalla prima anestesia scriveva: "Due giorni difficili e bui ma oggi finalmente torna a splendere il sole sia fuori che dentro di me!!". L'8 marzo, il giorno della Festa delle donne, gli auguri a tutte, chiosando: "E ricordate che nessuno, e dico NESSUNO, si può permettere di calpestare la nostra dignità!" per poi specificare "un grazie particolare a tutti quegli uomini che sanno cosa significhi la parola RISPETTO".

Gessica è pronta, non solo per la sua battaglia, ma per la lotta alla violenza sulle donne: "voglio aiutare le donne che rischiano di fare la mia stessa fine a uscire dal loro incubo".

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