Lucia Annibali: Io Ci Sono porta nelle case la sua storia 

Giulia Vola

Interpretato da Cristiana Capotondi, Io ci Sono porta in prima serata su Raiuno la storia di Lucia Annibali, il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. 

Cristiana Capotondi interpreta Lucia Annibali nel film "Io ci sono", in onda il 22 novembre, su Raiuno, in prima serata.

 

Dopo le pagine dei giornali, dopo il libro (Io ci sono - la mia storia di non amore, Rizzoli) scritto con la giornalista Giusi Fasano, il 22 novembre 2016, la storia di Lucia Annibali sbarca su Raiuno con il film diretto da Luciano Manuzzi e interpretato da Cristiana Capotondi. Sono passati più di tre anni da quella sera del 16 aprile 2013 quando due albanesi assoldati dal suo ex, Luca Varani (che nel film ha il volto di Alessandro Averone), la sorpresero sul pianerottolo di casa di Urbino e le sfregiarono il volto con l’acido. Se “l’aggressione quella Lucia l’ha uccisa”, come racconta lei in un’interista a La Stampa, l’esperienza ha trasformato la sua storia “in qualcosa di positivo che può essere utile agli altri. Un volto che non parla solo alle donne ma a chiunque si trovi ad affrontare momenti duri”. 

Perché Lucia, oggi 38enne, è una forza della natura che ha molto da insegnare sulla vita: “Sembra assurdo” confessa, ma la sua rinascita è iniziata “in ospedale. Ero sola con me stessa, gli altri non potevano entrare per paura di infezioni. Mi sentivo risucchiare nel baratro, una sensazione fisica terribile. Allora mi sono detta di no, che non volevo andare in quel luogo”. Riemergere non è stato facile, gli interventi al volto sono stati tanti, e dolorosi. L’essere diventata per tutti “la sfregiata” ancora peggio. 

Lucia Annibali oggi vive a Roma e lavora al Ministero per le Pari Opportunità.

Alla fine, però, ha vinto lei: oggi vive a Roma, non è solo più un avvocato ma un “consigliere giuridico del ministero delle Pari Opportunità, con una speciale attenzione alla violenza di genere”. Ma soprattutto, oggi, ha ancora voglia d’innamorarsi, “di sentirmi amata veramente”. Ecco perché la Rai ha scelto proprio Io Ci Sono per celebrare la settimana in cui si celebra la Giornata Mondiale contro le violenze sulle donne (25 novembre). 

"Per me Lucia è l’eroina di una guerra contemporanea. Una donna che ha sfidato il dolore con ironia e autoironia" ha spiegato Cristiana Capotondi, "ha vissuto sofferenze fisiche e psicologiche fra le più difficili da immaginare", ma la sua "è una storia di riscatto", dove c'è posto anche per gli uomini: "noi donne - ha aggiunto l’attrice - dobbiamo essere pronte ad accompagnare gli uomini, i compagni della nostra vita, in questo processo di metabolizzazione del nostro cambiamento, sperando che li trovi felici”.

Dal canto suo, Alessandro Averone, si augura che Io Ci Sonopossa servire agli uomini per capire che il concetto di amore deve essere slegato da quello di possesso”. Un possesso che schiacciò Luca Varani portandolo al di là del bene e del male. “Nel 2009 – ha raccontato a Franca Leosini in un’intervista a Storie Maledettela mia vita ha avuto un momento di crisi. Mia madre si è ammalata, con Ada (la fidanzata storica, da cui ha avuto una figlia che oggi ha due anni, ndr.) il rapporto non andava bene e Lucia è stata qualcosa di diverso, di nuovo. Non era mia intenzione stare con i piedi in due staffe, ho sempre pensato che prima o poi avrei chiarito tutto”. E invece ha perso il lume della ragione. Perché sebbene abbia sempre sostenuto che non era sua intenzione sfregiare il volto di Lucia ma solo l’auto nuova, a un certo punto "ha capito" ma non ha fatto niente per evitare le conseguenze. 

E oltre a Lucia ha generato altre due vittime: la sua compagna e la figlia che, Lucia, è la prima ad aver voluto proteggere: “Fin dal primo momento mi sono posta il problema di tutelare la sua privacy. Ho chiesto a tal riguardo delle accortezze che la produzione ha accolto senza problemi perché siamo esseri umani rispettosi. Non mi sembrerebbe opportuno parlare ulteriormente di questa donna perché credo che anche lei abbia il suo peso da sopportare”. Un peso che il 22 novembre tutti potremmo provare a immaginare sulla nostra pelle e su cui tutti siamo chiamati a riflettere per cambiare il domani. 

 

Copyright foto: Kika Press

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