Giornata Mondiale dell'Orticaria: sintomi e cura

Cristina Piotti
Nel giorno dedicato all'orticaria, ecco cos'è questo disturbo spesso cronico che colpisce soprattutto le donne. E quali sono i nuovi trattamenti.

L'orticaria è una malattia spesso sottovalutata ma che ha un forte impatto sulla vita dei pazienti.


L'orticaria: a questa malattia, spesso sottovalutata, è dedicata la giornata del 6 ottobre, attraverso una iniziativa promossa FederAsma e Allergie Onlus. L'associazione ha infatti appoggiato il progetto Convivere con l’orticaria cronica della Fondazione ISTUD, che ha permesso di delineare il profilo del tipico paziente che viene colpito da questo disturbo. In questo modo è più facile intercettare i soggetti da informare e da sottoporre a controlli. Nello specifico, il paziente tipico è donna, ha un'età media 47 anni e vive al Nord. Soffre inoltre del problema in modo cronico e, in media, da 7 anni.

La divisione geografica è netta: quasi la metà dei pazienti viene dalle regioni settentrionali d'Italia, mentre il 28 e il 24%, rispettivamente, da Centro e Sud. Un paziente su sette, si accennava, è donna, e la quasi totalità (95%) ha a che fare con l’orticaria cronica spontanea (detta Csu). “Si tratta di una forma di orticaria imprevedibile e debilitante caratterizzata da prurito cronico e pomfi. Presenta una insorgenza spontanea ed una durata di oltre sei settimane. Può essere associata a gonfiore degli strati più profondi della pelle: in questo caso si parla di angioedema. Nella maggior parte dei casi la Csu ha una durata da 1 a 5 anni, ma può anche protrarsi per decenni. Le donne hanno il doppio di probabilità, rispetto agli uomini, di sviluppare la malattia. I sintomi sono imprevedibili e la ricerca delle cause sottostanti la Csu indica il ruolo del sistema immunitario, con possibili fattori aggravanti quali stress, stanchezza e presenza di infezioni”, spiega Paolo Pigatto, esperto di dermatologia dell’Università degli Studi di Milano e dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi.

Arrivare ad una diagnosi definitiva è un processo lungo, che spesso passa attraverso diversi medici e specialisti, in particolare. L'indagine ha anche evidenziato una generale insoddisfazione rispetto alle terapie proposte, perché accanto alla malattia in sé sarebbe necessario del sostegno psicologico. "Chi soffre di questa patologia può manifestare anche disturbi del sonno, stanchezza, perdita di energia e rischia spesso di chiudersi in se stesso”, ha spiegato Massimo Alfieri, presidente di FederAsma e Allergie Onlus.

In aiuto esiste anche un'app, Orticaria, che registra l’intensità del prurito ed il numero di pomfi, la presenza di angioedema (cioè il gonfiore di labbra, naso, lingua o mani) e l’impatto della malattia sulla qualità di vita. L'app permette anche di scattare foto, inserire note e impostare dei promemoria, per facilitare la diagnosi dello specialista. Inoltre, è arrivato un nuovo trattamento: si tratta dell'omalizumab, una terapia mirata, in grado di migliorare prurito, pomfi e qualità della vita nei pazienti affetti da orticaria cronica spontanea.

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