Mini cuore bionico: primo trapianto in Italia

Cristina Piotti

Un ragazzo di Padova, che aveva già subito un trapianto, ha ricevuto un cuore bionico. Si tratta di un intervento mai avvenuto prima in Italia.


Per la prima volta nel nostro Paese, a Padova un giovane al suo secondo trapianto ha ricevuto un cuore bionico.


Per la prima volta in Italia, ad un giovane di 26 anni che all'età di 15 aveva già subito un primo trapianto cardiaco, ha ricevuto un nuovo cuore bionico.

Si tratta di un cosiddetto mini-cuore artificiale, si chiama CardioWest 50 cc ed è un dispositivo più piccolo, adatto a giovani e donne. Il ragazzo, a causa di una grave insufficienza cardiaca, aveva subito un primo trapianto di cuore dieci anni fa. L'operazione era andata bene ma lo scorso anno gli era stato diagnosticato un linfoma; una condizione che purtroppo può presentarsi come conseguenza dei farmaci immunosoppressori, che vengono assunti contro il rigetto dell'organo. 

Il ragazzo era stato sottoposto a chemioterapia per curare il tumore, ma la terapia aveva avuto anche l'effetto di danneggiare in modo irreversibile il cuore. "A questo punto l'unica via percorribile per il ragazzo, non avendo recuperato la funzionalità cardiaca, non potendo subire un nuovo trapianto di cuore umano per la neoplasia in atto, l'unica via era il cuore artificiale totale per giovani che non era mai stato impiantato prima in Italia" ha precisato Gino Gerosa, direttore di Cardiochirurgia dell'Azienda ospedaliera-università di Padova, che ha effettuato l'operazione con i colleghi Cosimo Guglielmi e Vincenzo Tarzia.

La questione della taglia del cuore, per così dire, è un tema importante: il modello precedente, il CardioWest 70 cc, era di una misura troppo grossa e non adatta al torace di donne e giovani, rendendo impossibile l'impianto. Il nuovo dispositivo presenta invece la misura giusta e il Centro di cardiochirurgia dell'Ao di Padova ha deciso di procedere.

"Dopo aver espiantato il cuore trapiantato 12 anni prima, operazione particolarmente complessa vista la situazione anatomica legata al precedente trapianto cardiaco, abbiamo inserito il nuovo cuore artificiale totale, e lo abbiamo attivato permettendo il recupero dei vari organi danneggiati. Il dispositivo è stato connesso con i grandi vasi sanguigni del torace e una consolle esterna gli fornisce l'aria capace di far muovere i diaframmi presenti all'interno del cuore artificiale, in grado di eiettare il sangue". Un totale di 11 ore di operazione: ora il giovane sta bene e, con il nuovo cuore, si allontana per lui anche lo spettro del rischio di linfoma, visto che per il cuore artificiale non servono di farmaci anti-rigetto.

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