Osteopatia per bambini: cos’è e come funziona?

Eleonora Chiais

L’osteopatia si avvale di una metodologia dolce strutturandosi su trattamenti adatti anche ai bambini. Ecco cosa ci ha spiegato l’esperto.
 

Osteopatia per bambini: cosa c'è da sapere? Ne abbiamo parlato con Gianluca Gaschino, osteopata D.O., recentemente premiato al Congresso Internazionale di Osteopatia a Nantes. © Dmitry Naumov/123rf


Osteopatia per bambini: cos’è, come funziona e soprattutto a cosa serve? I dubbi su questa metodologia di trattamento dolce sono ancora numerosi ma l’interesse è in netta crescita su tutto il territorio nazionale e per pazienti di ogni fascia d’età. Nel Belpaese, infatti, sono quasi 10 milioni, secondo le stime dell’Indagine sull’osteopatia in Italia presentata nel mese di gennaio dal Registro osteopati d'Italia (Roi), le persone che scelgono questi trattamenti per curare disturbi vari, dal mal di schiena in poi. E per quanto riguarda l’osteopatia neonatale e pediatrica? Anche in questo caso l’interesse è in aumento. Ne abbiamo parlato con Gianluca Gaschino, osteopata D.O. recentemente premiato al Congresso Internazionale di Osteopatia a Nantes con il secondo premio per la sua ricerca su "Il trattamento manipolativo osteopatico del paziente preiperteso o iperteso".
 

Quando si può iniziare un trattamento osteopatico sui bambini?

"Fin dalla nascita. In assenza di serie patologie, infatti, il neonato può essere trattato da subito e, per esempio in Francia, spesso in sala parto è presente un osteopata che tratta il bebè appena dopo la nascita".
 

A cosa serve un trattamento così repentino?

"Il parto è un momento molto stressante per i bambini che, come conseguenza delle spinte, vengono sottoposti a varie tensioni che comprimono le loro ossa piegandole e deformandole leggermente per favorire il passaggio attraverso il canale del parto. Quando il piccolo nasce spesso il suo cranio ha una forma “strana” (generalmente appuntita) che, d’abitudine, assume la forma tondeggiante normale quando il bebè inizia a piangere, poppare o sbadigliare. Non è detto, però, che questo processo avvenga autonomamente in maniera completa quindi in alcuni casi – specialmente quando il parto è stato difficoltoso o il travaglio particolarmente lungo – sarebbe consigliabile un immediato trattamento osteopatico".
 

Perché?

"Semplicemente perché quando esistono delle disfunzioni craniche non trattate, nel bambino possono verificarsi alcune problematiche, come allergie, sinusiti, otiti e difficoltà respiratorie, ma anche disturbi del sonno e coliche, che possono essere legate - da una parte - proprio all’alterazione della posizione delle ossa del cranio o a una difficoltà nella mobilità del diaframma toracico e - dall’altra parte - a una tensione delle membrane che possono irritare i nervi alla base del cranio".
 

E nei bambini più grandi?

"L’osteopata considera, oltre alla componente muscolo-scheletrica, tutto il sistema viscerale e del cranio e dei disturbi legati a queste sfere e studia l’individuo nel suo complesso, individuando le cause dei disturbi e intervenendo per ristabilire l’equilibrio “perfetto”. Per questo si tratta di pratiche che non conoscono limiti d’età e possono aiutare anche i bambini e gli adolescenti a ritrovare un’armonia, che può essere stata compromessa dalle cause più varie".

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