Autopalpazione del seno: come si fa?

Cristina Piotti

La palpazione del seno è uno strumento che può servire nella prevenzione del carcinoma mammario. Ma non è l’unico, bisogna anche seguire i controlli suggeriti a seconda delle diverse età.

Come si fa l'autopalpazione al seno? Non è difficile, ma va fatta nel giusto periodo del mese. ©  ostill / 123RF


Come fare l'autopalpazione al seno, e perché? Toccare il proprio seno in modo corretto è importante, perché il tumore al seno è legato alla trasformazione maligna di alcune sue cellule che porta alla creazione di cambiamenti nei tessuti, come noduli e metastasi.
 

Come si effettua l'autopalpazione al seno

Ci si pone dritte di fronte ad uno specchio in una stanza illuminata. Prima di osservano i seni tenendo le braccia lungo i fianchi, poi si poggiano al bacino contraendo i pettorali. Si devono controllare anche contorno della pelle, gonfiori, sporgenze. Si alzano le braccia verso il soffitto e si ripete l’osservazione. Si mette un braccio dietro la testa e si palpa la relativa mammella con l’altra mano, tenendo le dita distese e cercando masse anomale, indurimenti o sporgenze. Si ripete con l’altro seno prima di stendersi su letto con un cuscino piccolo sotto una spalla, il cui braccio sarà piegato sotto la nuca. A questo punto con la mano opposta, tenuta piatta, si premerà delicatamente e in modo circolare attorno all’areola, alla ricerca di noduli. Si ripete con l’altro seno. Infine, si dovranno stringere leggermente i capezzoli per controllare eventuali fuoriuscite di liquido. Ecco in generale cosa cercare.
 

Come palpare il seno per sentire i noduli

Come riconoscere un nodulo al seno? Bisogna sentire un indurimento localizzato, che ha una consistenza diversa da quella del resto del seno, come palline fisse, oppure delle protuberanze mobili. Vanno anche cercati degli ispessimenti anomali della zone della mammella o ascellari.
Più che la massa del seno, o una ghiandola mammaria ingrossata, vanno ricercati delle protuberanze, o delle piccole formazioni fisse.
 

Retrazione del capezzolo

Davanti allo specchio, è importante valutare il cambiamento nell’aspetto della pelle, del capezzolo e dell’areola. Il capezzolo non deve essere infossato o retratto in modo anomalo.
 

Quando farla?

L'autopalpazione del seno andrebbe fatta una volta al mese, tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo mestruale, perché la struttura del seno si modifica mensilmente su base ormonale e altrimenti si rischierebbero falsi allarmi.
 

Tumore al seno e autopalpazione 

È bene però ricordare che l’autopalpazione non basta, perché è possibile agire in via preventiva anche prima che il tumore si sviluppi con piccole masse. Inoltre, ci sono lesioni pretumorali che non sono valutabili al tatto. Ecco perché è importante seguire il calendario di prevenzione suggerito dagli specialisti e osservare anche esternamente il proprio seno, valutandone i cambiamenti sospetti.
 

Prevenzione del tumore al seno: quali visite vanno fatte?

Secondo il calendario di diagnosi precoce della Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, per quanto riguarda la mammella si inizia a 25 anni con l’autopalpazione e una visita di senologia annuale. A seconda del parere dello specialista, e in caso di noduli da controllare, si iniziano le ecografie mammarie di controllo.
 

Visita senologica 

L’esame, come avviene a casa, parte dall'osservazione e termina con la palpazione del seno, ma viene effettuata dallo specialista, che riesce con maggior facilità a riconoscere situazioni dubbie e sospette.
 

Ecografia al seno? 

A cosa serve l’ecografia al seno? Parliamo di un esame non invasivo, nel quale si usano degli ultrasuoni per valutare la struttura adiposa e fibrosa del seno.
 

Mammografia, a che età?

La prima mammografia, in caso di donne con casi di tumori al seno in famiglia, dovrebbe essere fatta tra i 40 e i 50 anni. Dopodiché è consigliata a tutte, con cadenza biennale

Vedi anche

Annunci Google

Nessun commento per il momento.