Food porn: i consigli degli esperti per scatti golosi

Giulia Vola

Il food porn è più di una semplice foto di un piatto: è uno scatto destinato a far sbavare chi lo vede. Ecco i consigli di due professionisti per immagini golose.

New summer dessert @GrandArmyBar - Watermelon tartare with passion fruit, candied coriander, and mint.

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Bello e buono: il cibo non è solo da mangiare ma anzitutto da guardare. E fotografare, naturalmente. Se il food porn può considerarsi a pieno titolo uno dei protagonisti dei social tanto che all'hashtag dedicato si apre un album da poco meno di 132milioni di foto, gli scatti che rendono giustizia all'arte culinaria sono una piccola parte. Ecco che allora i consigli snocciolati da Annette Velsberg, food stylist e fotografa, e il collega (pluripremiato) Daniel Krieger al The Independent si rivelano utili per chi vuole far venire l'acquolina in bocca a chi, di quel piatto, non vede che un'immagine.


Food Porn: no luce, no foto

Il primo e più comune errore commesso da chi riversa sui social (da Instagram a SnapFood) immagini di cibo, è accontentarsi di una luce mediocre. "Se l'illuminazione non è adeguata rinuncia alla foto e mangia il cannolo - consiglia Daniel Krieger -, i tuoi commensali te ne saranno grati". La collega Velsberg sottoscrive ma aggiunge: "evitate se le luci virano al giallo, preferite l'illuminazione naturale, per esempio quella che si crea in un angolo della casa durante una giornata di sole". Se le circostanze non lo permettono ma non volete rinunciare a socializzare il piatto "acquistate un riflettore e un pannello di gommapiuma bianco per bilanciare la luce. Anche un treppiede può fare miracoli".


Fotografare il cibo? Raccontare una storia

Una buona luce e un bel piatto, però, non si traducono in una bella foto. "La prima cosa che faccio quando decido di scattare una fotografia è individuare il protagonista del piatto. Poi creo una storia intorno", aggiunge Velsberg, che precisa: "C'è sempre una 'star' e i colori, le forme, tutto il resto fa da contorno, da cast non protagonista'". Insomma, per la felicità dei commensali, il piatto va studiato e sminuzzato non solo con gli occhi ma anche con gli obiettivi e i fuochi.


Food Porn, post-produzione e ritocchi

Infine, non c'è foto di food porn che si rispetti al riparo da post produzione. Per i ritocchi golosi, entrambi i professionisti si affidano agli effetti di Adobe Lightroom, ma app comuni come Snapseed e VSCO fanno un egregio lavoro. "Cerco di mantenere la naturalezza nelle foto - spiega Krieger -. Ma la post produzione è l'elemento che fa la differenza", quello che, come il fotografo mostra nei suoi video, rende una foto ben composta ma sbiadita un capolavoro. "Permette di evidenziare i dettagli - aggiunge -, i colori, le ombre e le luci, così da creare un'immagine interessante non solo da un punto di vista fotografico". Desiderabile, per dirla parafrasando il "porn" accostato al "food". "È come iniettare il gusto, l'olfatto e il tatto a un'immagine. E quando guardare una foto è come assaggiare un piatto allora la foto è perfetta".

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