Treni con vagoni per sole donne proposti in Gran Bretagna

Il candidato laburista Jeremy Corbyn propone di dotare i treni di carrozze per sole donne. Pensata per contrastare le violenze sessuali è già stata bollata come "segregazione". 

I treni con carrozze per sole donne esistono già in Giappone, Brasile e India.


Mentre l’Italia fa i conti con le quote rosa, il Regno Unito discute sui vagoni per sole donne proposti da Jeremy Corbyn sul modello di quelle che ci sono in Giappone, Brasile e India. Insomma, nel Terzo Millennio il gentil sesso più che aver conquistato pari opportunità e diritti sembra aver vinto la qualifica di "genere protetto". Il che è tutta un’altra cosa rispetto al sogno di emancipazione che ha animato il Femminismo di mezzo secolo fa. 

La proposta di Jeremy Corbyn fa discutere il Regno Unito. Il candidato che aspira alla guida del Labour vede nell'ipotesi di separare le donne dagli uomini il metodo più sicuro per contrastare le aggressioni sessuali in forte crescita Oltremanica. Tanto vale metterle in delle gabbie, gli contestano in molti che sui social hanno già bollato la proposta come “segragazione”. 

Corbyn è disposto ad aprire un tavolo di discussione con le associazioni che si occupano di violenza ma le prime reazioni nel governo di David Cameron non sono certo quelle che si aspettava. A cominciare da Nicky Morgan, ministro dell'Istruzione con delega alle Politiche femminili che non solo ha criticato la proposta ma ha anche ribadito che la sicurezza alle donne va garantita ovunque, a partire dai trasporti pubblici, senza discriminazioni. 

Liz Kendall e Yvette Cooper, sue rivali nella corsa alla segreteria della sinistra britannica, sono arrivate diritte al dunque: "Tutti dovrebbero essere in grado di viaggiare senza il timore di attacchi fisici o verbali, e abbiamo molto da fare come società per raggiungere quell'obiettivo", ha detto la Kendall. "Ma io non credo che la segregazione di genere sia la risposta adeguata. Sarebbe un'ammissione di sconfitta, piuttosto che una soluzione sostenibile". Le ha fatto eco la Cooper con un cinguettio al vetriolo: "Sono appena scesa dalla metropolitana. La maggior parte dei passeggeri sono donne. Perché dovrebbe essere necessario rinchiuderle lontano per stare al sicuro?". Insomma, il dibattito è aperto. 

Nel frattempo, sempre in tema di femminismo bistrattato, vale la pena riflettere sul fatto che Facebook si sia rifiutato di pubblicizzare una conferenza di Anne Summers, autrice di Damned Whores and God's Police (Puttane dannate e la polizia di Dio), il libro che in Australia è un cult in materia dal 1975, anno della sua pubblicazione. “Non consentiamo annunci che usino la volgarità. Un linguaggio del genere può offendere gli spettatori e non rappresenta il prodotto che si vuole pubblicizzare” si è sentita rispondere l’autrice che, sospettando di non essere stata nemmeno presa in considerazione, ha scritto un post sul social per raccontare la (triste) vicenda. Morale: quasi 10mila condivisioni e una pubblicità che, senza il battibecco, forse non avrebbe mai avuto. 

Altro che genere da proteggere con la segregazione: quello delle donne di oggi è intraprendente e fiero e non ha nessuna intenzione di rimanere in un angolo a subire o dietro le sbarre a guardare

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