"Amy", il docu-film di Asif Kapadia che racconta la Winehouse

Quattro anni fa Amy Winehouse moriva per intossicazione alcolica nella sua casa londinese. Il 3 luglio uscirà nelle sale italiane "Amy", il docu-film firmato da Asif Kapadia, già vincitore di un BAFTA per "Senna".

Amy Winehouse fu trovata morta nella sua casa londinese il 23 luglio 2011. Il docufilm di Kapadia uscirà nelle sale italiane il 3 luglio.


Sono passati quasi quattro anni da quell’estate che si portò via Amy Winehouse. Era il 23 luglio 2011, la cantante britannica aveva 27 anni, era da poco uscita da una clinica per disintossicarsi dalla sua dipendenza da alcool e aveva già dimostrato al mondo, dal palco di Belgrado, che la sua astinenza non sarebbe durata a lungo. Quella volta - era il 18 giugno - la figuraccia alla fortezza di Kalemegdan era stata memorabile, umiliante, straziante: in quello che sarebbe stato l’ultimo concerto della sua vita, davanti a ventimila persone in delirio, fasciata in un abito giallo e nero, Amy era sembrata un’ape impazzita, tramortita, ubriaca fino al midollo. Poco più di un mese dopo fu trovata morta nella sua casa londinese di Camden, dopo una notte passata davanti al computer a guardarsi su YouTube scolando vodka, così tanta da superare di cinque volte il limite consentito per chi guida. Così tanta da intossicarla, e ucciderla. 

Il 3 luglio arriverà nelle sale Amy, il docu-film firmato da Asif Kapadia, il regista di Senna - uno dei documentari più applauditi degli ultimi anni che gli è valso un Premio BAFTA - che già due anni fa era andato al market del Festival di Cannes alla ricerca di un compratore per il nuovo lavoro sulla cantautrice britannica scomparsa troppo presto. “Amy è stata un talento che nasce una volta in ogni generazione e che ha catturato l’attenzione di tutti - ha dichiarato Kapadia -; ha scritto e cantato dal cuore e tutti sono caduti sotto il suo incantesimo. Ma tragicamente Amy sembra essere caduta a pezzi sotto l’implacabile attenzione dei media, i suoi rapporti difficili, il suo successo globale e il suo precario stile di vita”. 

Un mosaico che il regista ricostruisce in 90 minuti grazie a filmati di repertorio e brani inediti, dagli esordi della carriera di Amy fino alla sua morte passando per l’adolescenza, i sogni e le paure. "Non credo che diventerò famosa. Non credo che potrei riuscire a sopportarlo, se lo diventassi. Mi farebbe impazzire" dice lei nel trailer. Lei, che si fa conoscere al mondo nel 2006 con Rehab, il singolo scritto insieme alla poetessa e musicista americana Erzsebet Beck che raccontava il suo rifiuto di andare in clinica a disintossicarsi dall'alcool. Lei, che dopo esserci andata, in un rehabilitation center, di alcol ci muore. Lei, che è diventata famosa. Solo, per troppo poco tempo. 


Copyright foto e video: Kika Press/YouTube
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