Come insegnare ai bambini a fare i compiti

Elena Bianchi
Quando arriva l'ora dei compiti, i bambini fanno fatica a stare attenti. E i genitori perdono la pazienza facilmente. Ecco qualche consiglio per insegnare a studiare ai propri figli.

Per aiutare vostro figlio a concentrarsi, create un ambiente tranquillo e stategli vicino.


1- Rispettate il ritmo del bambino

Di ritorno a casa dopo una lunga giornata di scuola, il vostro bambino ha una sola idea in testa: divertirsi! È normale che voglia godersi un momento di tranquillità prima di rimettersi sui libri. Nel caos imperante, i genitori attendono con terrore il momento di mettersi a fare i compiti.

Tenete conto che i bambini, soprattutto alle elementari, imparano moltissime cose durante la giornata. È normale che, dopo aver assimilato tante nozioni, sentano il bisogno di svagarsi. Il riposo è necessario per potersi immergere di nuovo nello studio. Se non avrà avuto il tempo di sfogarsi, il bambino non avrà nessuna voglia di fare i compiti.

Cosa fare?
Per prima cosa, preparategli una merenda leggera ed equilibrata affinché si ricarichi di vitamine ed energia; poi sedetevi intorno al tavolo con lui per condividere questo momento di scambio. La chiacchierata non deve necessariamente concentrarsi sulle lezioni e sui voti che ha preso, ma su quello di cui vostro figlio ha voglia di parlare. Fategli delle domande sui bei momenti della giornata, sui rapporti con i suoi amici, su che cosa ha mangiato, ecc. Inoltre, se avete un po’ di tempo, proponetegli di giocare con lui. Le attività devono essere rilassanti, come fare un puzzle o colorare. TV e videogiochi, invece, possono essere una ricompensa dopo aver fatto i compiti!

2- Creare un ambiente adatto

La conditio sine qua non affinché il bambino riesca a fare i compiti è che sia tranquillo. Quindi addio ai videogiochi, alla televisione o alla radio. Una scrivania in cameretta è il luogo ideale per studiare. Tuttavia, se il vostro bambino preferisce un'altra zona della casa, come la cucina, lasciate che si sistemi lì. La cosa fondamentale è che si senta a suo agio.

A questo punto, controllate che abbia tutto il necessario per lo studio: kit di penne, evidenziatori, righelli, matite, carta, quaderni, compasso, gomma, dizionario, ecc. Così attrezzato, non dovrà alzarsi per andare alla ricerca di ciò che gli serve (un ottimo pretesto per non studiare!).

Prima che inizi a fare i compiti, guardate insieme il suo diario: gli insegnerete così a darsi delle priorità. Per essere efficace, il bambino deve prima leggere le sue lezioni per impararle correttamente e poi fare gli esercizi.

3- Aggirare le difficoltà

I compiti consentono al bambino di confermare le sue conoscenze, ma anche di imparare le  lezioni. Alcuni comportamenti però, sono poco favorevoli all'apprendimento. Vediamo quali sono e come rimediarvi.

Si distrae in fretta: capita spesso che i bambini facciano fatica a restare concentrati. Il compito dei genitori è quello di eliminare tutte le fonti di distrazione (giochi, dolci ecc.). Al centro dell'attenzione devono esserci i quaderni!

Fa fatica a memorizzare: prima di tutto, cercate di scoprire se vostro figlio ha una memoria più visiva o uditiva. Per capirlo, chiedetegli se riesce a ricordare una lezione solo leggendola o scrivendola. Anche una difficoltà di comprensione può ostacolare la memorizzazione. In questo caso, chiedete a vostro figlio di ripetere la lezione con parole sue. Solo capendo quello che sta studiando potrà memorizzarlo davvero.

Non capisce gli esercizi richiesti: un problema simile nasce dalla mancanza di comprensione delle consegne. Leggetele insieme per intero e chiedetegli di ripetere quello che ha capito. Capirle significa saperle ripetere con parole sue: fate la prova con lui. Per dargli l'abitudine alla comprensione, spiegategli le istruzioni di un gioco e chiedetegli di spiegarvele.

Fa gli esercizi senza studiare: il bambino pensa di sapere la lezione e passa subito agli esercizi. Il risultato è che fa un errore dopo l'altro. Per fargli venire voglia di leggere la lezione, ditegli di recitarvela come se fosse un insegnante. Per lui sarà come fare un gioco, e imparerà la teoria più facilmente.

Non gli piace leggere: un bambino che non ama leggere è spesso un bambino che legge male. Per aiutarlo ad imparare a leggere, fateglielo fare ad alta voce, per acquisire una maggiore padronanza della lingua. E oltre ai libri, proponetegli anche i fumetti: chissà che non scopra una passione per la lettura...

4- Se voi non ci siete…

Se non potete aiutare vostro figlio a fare i compiti, non andate nel panico: esistono anche altri metodi per aiutarlo.

I nonni: spesso sono loro ad aiutare i vostri figli con i compiti durante le vacanze. Se abitano vicino a voi, possono sostituirvi anche durante l'anno scolastico. Il vantaggio: sono meno stanchi e stressati di voi dopo una giornata al lavoro. E i bambini se ne accorgono!

La baby-sitter:
aiutare i bambini con i compiti può essere uno degli incarichi della vostra tata. A volte si tratta di studentesse, e ai libri di scuola ci sono abituate! Verificate che abbiano le competenze necessarie per lavorare con i vostri figli.

I doposcuola:
alcune scuole permettono ai bambini di fermarsi dopo il suono della campanella. Un insegnante o un animatore li aiuta allora con i compiti. Spesso si mescolano gli alunni di classi diverse, e i bambini imparano a lavorare in autonomia.

Lezioni private: è un po' lo stesso principio della baby-sitter, solo che le mansioni di un professore si limitano all'aiuto con i compiti. È un servizio adatto soprattutto ai bambini che hanno delle vere difficoltà di apprendimento. E, di tutte le soluzioni proposte, è la più costosa.

I compagni: studiare con altri alunni sviluppa la capacità di lavorare in gruppo e il senso di solidarietà. Potete mettervi d'accordo con gli altri genitori, che dovranno assicurarsi che i bambini studino davvero!

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