Succhiotti: segno d’amore o trasgressione adolescenziale?

Eleonora Chiais

La dermografofilia, la tendenza a provare piacere "scrivendo" sul corpo del partner con un succhiotto, è tipica dell'adolescenza (e poi passa) ma ci sono cose che è utile sapere.
 

I succhiotti, sul collo o altrove, indicano il "possesso" sul partner e sono causati dalla rottura dei vasi sanguigni. © arthurhidden/123rf


Succhiotti: cosa sono e perché si fanno? In termini scientifici la tendenza a provare piacere lasciando segni (evidenti) sulla pelle del partner si chiama dermografofilia (un termine che deriva dal greco e letteralmente rimanda alla scrittura della pelle). In termini medici, invece, il succhiotto altro non è se non la conseguenza  della rottura di vasi sanguigni a seguito di un piccolo trauma che causa una fuoriuscita di sangue e, di conseguenza, il tipico alone viola. Al di là del loro significato psicologico, che palesa un senso di possesso (ed è stato definito da una sentenza della Cassazione del novembre 2016, alla stregua della violenza sessuale se chi lo "subisce" non è consenziente), i succhiotti sono molto comuni e rappresentano una grande fonte di interrogativi (e dubbi) per i genitori di figlie adolescenti che, vedendo campeggiare sul collo della loro (ex) bambina l’inequivocabile livido viola vengono assaliti dalle preoccupazioni. Preoccupazioni che, stando alla psicologia dell'età evolutiva, sono per la maggior parte inutili: le mamme e i papà, infatti, secondo gli esperti dovrebbero evitare reazioni eccessive e archiviare il “problema” come una parentesi momentanea. Ecco perché (e come riuscirci).
 

Succhiotti sul collo: perché si fanno?

Alle prese con i primi innamoramenti e con le cotte adolescenziali, i giovani - in generale - hanno la tendenza a sentirsi poco adeguati alla situazione che stanno esplorando per le prime volte nella vita e, temendo che (l’altrettanto giovane) partner possa riservare ad altri le stesse attenzioni che riserva loro anche solo per una (genuina, con il senno di poi) inclinazione alla scoperta, vorrebbero "marchiare" il loro compagno o la loro compagna in maniera evidente ed evidentemente riconoscibile. In questo senso, quindi, i succhiotti nascono per rivendicare il possesso fisico ma, allo stesso modo (almeno secondo la psicologia), sono destinati a scomparire con l’evolversi del rapporto: questo, infatti, maturando regalerà ad entrambi i componenti della coppia più sicurezze rendendo inutile la presenza del marchio.  In pratica, quindi, non vale la pena di preoccuparsi: gli orrendi lividi viola sul collo scompariranno così come sono arrivati.
 

Rimedi per succhiotti: parlarne è la soluzione

Chiunque abbia vissuto il periodo dell’adolescenza conosce anche i metodi per nascondere i succhiotti e sa che prevedono, tra l’altro, i capelli sciolti e portati sulle spalle ma anche dolcevita e sciarpine da sfoggiare in piena estate per rifuggire gli sguardi indagatori della mamma e del papà. Visto, però, che adesso nel ruolo di genitori ci siamo noi, sarebbe meglio capire come affrontarel’affaire succhiotto” onde evitare di assistere a mise rocambolesche e a sparizioni inusuali. Il consiglio, per i genitori, è quindi quello di affrontare di petto la questione, parlando con i propri figli senza farli sentire controllati o giudicati ma, al contrario, diventando partecipi (e non oppositori) della storia d’amore che stanno attraversando. Assumendo le vesti degli alleati anziché dei giudici sarà infatti più semplice aiutare i figli diventando consulenti e, quindi, parte della loro quotidianità.
 

Succhiotto, significato medico

D’altra parte - anche dal punto di vista clinico - questi aloni violacei non sono, almeno nella maggior parte dei casi, nulla di che preoccuparsi. Il bacio “a ventosa”, infatti, porta alla rottura di piccoli vasi sanguigni collocati subito al di sotto della pelle che rompendosi lasciano fuoriuscire una piccola quantità di sangue che genera l’alone viola. Sul collo, tra l’altro, la pelle è molto più sottile rispetto ad altre parti del corpo e, di conseguenza, il segno risulta molto più visibile che altrove (così come il bacio in quella zona risulta, allo stesso tempo, tra i più sensuali in assoluto).


Si può morire con un succhiotto?

Se è vero, però, che - in condizioni normali - il succhiotto, clinicamente, non ha conseguenze rilevanti è vero anche che la cronaca degli ultimi anni ha riportato alcuni casi di morti a causa di un succhiotto. Ma davvero si può morire per un succhiotto? I fatti dicono di sì. Il succhiotto, infatti, causa la rottura dei vasi sanguigni e la conseguente fuoriuscita di sangue può - in alcuni rarissimi casi - dare vita ad un grumo che può rivelarsi fatale portando a un ictus. Documentato, per la prima volta, nel 2011 in Nuova Zelanda (quando una donna di 44 anni fu salvata dal tempestivo intervento dei medici), il succhiotto si è rivelato mortale per un 17enne messicano che, nel 2016, è morto appunto per le conseguenze di un bacio sul collo

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