Dieta Sirt: di cosa si tratta e cosa dicono gli esperti

Barbara Leoni

Tre chili e mezzo in sette giorni. È la promessa della dieta Sirt, detta anche dieta dei vip, da Adele a Pippa Middleton. Funziona? Ecco le opinioni.
 

La Dieta Sirt, detta dieta del gene magro, assicura -3,5 Kg in sette giorni. © Junghee Choi / 123RF


Più ne parlano i vip, più la dieta Sirt è sulla bocca (o nella bocca) di tutti. Adele ha perso trenta chili in dodici mesi. Lo avevano svelato a tempo debito il Daily Mail e il New York Post e la notizia aveva fatto il giro del mondo insieme al nome della Dieta Sirt, detta anche “dieta del gene magro”. Se ne è poi riparlato in occasione dei preparativi per le nozze di Pippa Middleton. Sul sito ufficiale della Dieta Sirt si legge “-3,5 Kg in sette giorni, clinicamente testato”. Tutto questo senza rinunciare a formaggio, vino rosso e cioccolato. Ma di che cosa si tratta? Da dove arriva? E cosa dicono gli esperti?
 

Sirt la dieta del gene magro

Che cos’è la Dieta Sirt? È un regime alimentare che si dice innovativo, perché si basa su un gruppo di nutrienti individuati recentemente e capaci di attivare le sirtuine, una famiglia di geni all’interno del corpo umano. Il loro effetto è così profondo al punto che sono chiamate “super regolatori metabolici” e la loro azione è in grado di influenzare la capacità di combustione dei grassi, l’umore e la longevità. La Dieta Sirt si fa garante dell’attivazione delle sirtuine, assicurando gli stessi effetti benefici del digiuno senza gli svantaggi che normalmente ne conseguono. Il regime, che dura una settimana più due di mantenimento, prevede una ventina di alimenti di norma considerati proibiti come ad esempio vino rosso e cioccolato fondente, introducendoli dopo i primi tre giorni a base di succhi vegetali e un unico pasto completo prescritto dal nutrizionista. Dopo il primo sforzo per un’assunzione di mille calorie quotidiane, seguono quatto giorni fino a millecinquecento calorie e con due pasti solidi e due succhi verdi al giorni. I quattordici giorni di mantenimento prevedono il consumo di tre pasti solidi al giorno e un succo verde.
 

Gli alimenti Sirt

Stando a quanto dice la stessa Dieta Sirt, la sua forza consiste nell’aver scoperto che diversi cibi attivano le sirtuine permettendo, con un piccolo inganno al nostro organismo, di ottenere gli stessi effetti dimagranti di un digiuno senza gli svantaggi e quindi mangiando. Gli alimenti sirt dovrebbero comparire sempre sulla tavola assieme ad altri cibi sani come pesci grassi (salmone, sardine, sgombro) e contenenti leucine (pecorino e Parmigiano, soia, uova, alghe), asparagi, broccoli, castagne, frutti di bosco, uva rossa, quinoa, fagioli bianchi, origano e zenzero.

Ecco gli alimenti Sirt: cipolla rossa, rucola, cavolo riccio, radicchio rosso, sedano, prezzemolo, fragole, noci, olio extravergine d’oliva, peperoncino, curcuma, levistico, cioccolato, caffè, vino rosso, tè verde, matcha, cereali e legumi, grano saraceno (pizzoccheri inclusi), soia (tofu e tempeh, latte, yogurt).
 

Che cosa assicura la Dieta Sirt

Rispetto alle diete che tendono ad escludere cibi, la Dieta Sirt, che si dice basata su studi scientifici innovativi, è, invece, inclusiva, e dice cosa inserire nell’alimentazione. Per questa ragione è considerata più facile da seguire e mantenere. I cibi che prevede sono facilmente reperibili, economici e sani. Non prevede digiuni massacranti e non prescrive l’assunzione di integratori, pillole o beveroni di alcuni tipo. È una dieta che attiva naturalmente il metabolismo, senza doversi sottoporre ad estenuanti sedute in palestra. Infine, non provoca fame perché i “cibi Sirt” contribuiscono a moderare l’appetito del cervello, non comportando quindi stati depressivi e cattivo umore.
 

L’origine della Dieta Sirt

Aidan Goggins e Glenn Matten sono i due ideatori della Dieta Sirt: entrambi nutrizionisti, hanno maturato diverse esperienze nel settore, in particolare in Irlanda e in Gran Bretagna, collaborando con il team medico del club sportivo londinese KX. Hanno curato e seguito il programma alimentare di atleti professionisti, come il campione olimpico di vela Ben Ainslie, il pugile Anthony Ogogo, oltre a quello di celebrity come la modella Jodie Kidd e la chef Lorraine Pascale. Il libro della Dieta Sirt, “The Sirtfood Diet”, ha avuto un enorme successo e vuole essere un libro educativo sul dimagrimento attraverso un programma semplice e accessibile, con diete finalizzate sia alla fase di dimagrimento che alla fase di mantenimento.
 

Dieta Sirt: opinioni

Il parere degli esperti si divide come sempre tra “apocalittici e integrati”: c’è chi sostiene il ruolo fondamentale delle sirtuine come “proteine della magrezza” che, presenti in alcuni alimenti, possano efficacemente contribuire al dimagrimento e chi, invece, attribuisce il dimagrimento promesso ad una banale riduzione calorica che inevitabilmente origina la perdita di peso. I primi tre giorni sono equiparabili, infatti, ai regimi di tante diete lampo che, mettendo il focus su un alimento o più alimenti appaganti in quantità irrisorie, prevedono di fatto una dieta ipocalorica che causa ovviamente una perdita di peso drastica quanto spesso inefficace nel tempo. Inoltre c’è da dire che l’opposizione "buona" versus "cattiva" in cui si pone la Dieta Sirt senza digiuni, fame, pillole e altri castighi autoinflitti è in realtà una falsa vetrina, perché qualsiasi dieta equilibrata e corretta non dovrebbe prevedere questi aspetti.

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