Giorgio Caproni, il progresso e gli altri titoli della maturità 2017

Giulia Vola

Al via la prima prova degli Esami di Maturità 2017: dai Versetti quasi ecologici di Giorgio Caproni alle riflessioni su progresso, robot, boom economico e disastri naturali ecco le tracce. 

La prima prova degli esami di Maturità è il tema di italiano da sviluppare in diverse forme. © Cathy Yeulet/123RF


Il primo giorno dell’estate 2017 segna l’inizio degli Esami di Maturità per mezzo milione di studenti che, alle 8.30 del 21 giugno, armati di dizionario si sono ritrovati davanti alla prima prova, quella di italiano, da sviluppare scegliendo diverse tipologie di temi: un’analisi del testo (una poesia di Giorgio Caproni),  un saggio breve in ambito artistico-letterario (“La natura tra minaccia e idillio in arte e letteratura”), un altro di argomento socio-economico (“La robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro”), un terzo a carattere storico-politico (“Disastri e ricostruzione”), un tema storico (“Il miracolo economico italiano”) e uno di attualità ("Per migliorarci serve una mutazione”). Ogni traccia è stata accompagnata da testi, immagini, articoli e citazioni che hanno guidato i ragazzi nella prova. Vediamo insieme quali sono state le scelte del Miur per i maturandi 2016-2017, i penultimi che si cimentano nell’esame così come lo conosciamo: dal 2019 le regole cambiano ma quella è un’altra storia.


Analisi del testo

Traduttore, insegnante, critico letterario e poeta del Novecento, Giorgio Caproni (1912-1990) è un autore meno noto nel panorama italiano ma molto impegnato nel sociale. Arruolato nella Seconda Guerra Mondiale, partigiano nella Resistenza, ha insegnato a lungo nelle scuole elementari, sviluppando una sensibilità delicata da un punto di vista privilegiato per raccontare (o predire) i temi d’attualità. Come quello al centro di Versetti quasi ecologici, la poesia della raccolta Res Amissa (1972) proposta ai maturandi 2017 per l’analisi del testo. Una riflessione sull’uomo e il suo impatto con e nella natura, un invito al rispetto, quasi all’empatia perché “Il galagone, il pino: anche di questo è fatto l’uomo”, un monito a “chi per profitto vile fulmina un pesce, un fiume, non fatelo cavaliere del lavoro”. Un memento sul fatto che nessuno è indispensabile ma siamo tutti necessari: “L’amore finisce dove finisce l’erba e l’acqua muore. Dove sparendo la foresta e l’aria verde, chi resta sospira nel sempre più vasto paese guasto: Come potrebbe tornare a essere bella, scomparso l’uomo, la terra”.


Saggio breve in ambito artistico-letterario

In qualche modo anche il saggio breve in ambito artistico-letterario dal titolo “La natura tra minaccia e idillio in arte e letteratura” ha invitato gli studenti a riflettere sul ruolo dell’uomo nel mondo. O meglio, a considerare le visioni di autori e artisti del passato (Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Eugenio Montale, William Turner e Pellizza da Volpedo) in materia. Per la serie: lo Sturm und Drang (la tempesta e l’impeto), ovvero la visione romantica di una tempestosa bufera di neve (quella del quadro di Turner), un evento che disarma l’uomo e che l’autore traduce in immagini dalla luminosità pronunciata, irreale e dalle atmosfere tanto ambigue quanto sublimi; e la quiete dopo la tempesta rappresentata da Pellizza da Volpedo in Idillio primaverile, il quadro iniziato nel 1896 e finito nel 1901 dove la luce si fa portatrice della primavera che rigenera la natura e l’uomo. E ancora: la natura solitaria, minacciosa, assoluta raccontata dagli autori nella pagine dei loro libri. Una natura dove l’uomo non ha scampo né voce in materia e pertanto non ha altre alternative che accettare la consapevolezza della sua impotenza.


Saggio breve di ambito socio-economico

Partendo da un articolo dal titolo “Allarme Onu: i robot sostituiranno il 66% del lavoro umano”, firmato da Enrico Marro uscito su Il Sole 24 Ore, chi ha scelto il saggio breve in ambito socio-economico è stato invitato a riflettere sul ruolo della robotica e delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro. Un tema scottante per i maturandi cresciuti a pane e byte che si affacciano alle professioni riviste e corrette in salsa high-tech. Le macchine solleveranno l’uomo o lo metteranno all’angolo? I robot (con cui pare faremo anche sesso) saranno i nostri compagni di vita (per qualcuno gli umanoidi lo sono già) o i nostri rivali? L’intelligenza artificiale il nostro braccio destro o la nostra condanna? La parola ai giovani.


Saggio breve di ambito storico-politico

A quasi un anno dal terremoto in Centro Italia, a sei mesi dalla valanga che ha travolto l’Hotel Rigopiano, per il saggio breve di ambito storico-politico il Miur ha scelto il titolo “Disastri e ricostruzione”. Ad accompagnare l’argomento (il più prevedibile della maturità 2017) uno scritto di Niccolò Machiavelli tratto da Il Principe, un articolo uscito su La Repubblica a firma di Giorgio Boatti e un altro su Il Sole 24 Ore di Alvar Gonzalez-Palacios. Il contesto diventa così la cartina di tornasole di una generazione nata e cresciuta in un relativo benessere che si è ritrovata a fare i conti con la potenza devastante della natura e l’impotenza dell’uomo. Un’impotenza che troppo spesso viene aggravata dalla superficialità nel gestire e prevedere l’imprevedibile.


Tema storico

Da un lato i passi da gigante descritti da Paul Ginsborg in Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, dall’altro la “lenta trasformazione” delineata da Piero Bevilacqua in Lezioni sull'Italia repubblicana: ecco i confini proposti agli studenti decisi a cimentarsi nel tema storico. Un balzello tra i passi lunghi e ben distesi dell’Italia del dopoguerra alle prese con il boom economico degli anni ‘50 e ‘60 e dall’altro la metamorfosi della società che cambia per sempre. Una trasformazione a doppia velocità, spesso contraddittoria, squilibrata e tumultuosa in cui la società si confronta con il progresso dei singoli, con lo spopolamento delle campagne, la crescita delle città, la nascita dei quartieri dormitorio e l’arrivo degli immigrati.


Tema di attualità

Infine, il tema d’attualità volto a scandagliare la visione dei maturandi rispetto al progresso a partire dall’articolo di Edoardo Boncinelli uscito sull’inserto La Lettura del Corriere della Sera dal titolo "Per migliorarci serve una mutazione". La traccia, la più libera (per tradizione la più insidiosa) diventa così l’occasione per sondare le prospettive, gli scenari e gli immaginari di un’intera generazione alle prese con un presente e un futuro segnato da forti contraddizioni, una congiuntura internazionale decisamente poco serena e rassicurante e un clima di diffuso scetticismo, cinismo e talvolta pure nichilismo. Quali sono gli strumenti e gli atteggiamenti che vanno cambiati per stare al passo con i tempi e renderli migliori? Ci sarà un’altra età dell’oro o ormai è retaggio di un antico passato che l’uomo può solo rievocare? Anche qui, la parola ai giovani.

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