Liquori fatti in casa: limoncello, nocino o mirto?

Giulia Vola

I limoni di Sorrento, le noci di Modena e le bacche del mirto di Sardegna: gli ingredienti principali dei liquori fatti in casa più famosi d'Italia, facili da preparare. Ecco come. 

Il limoncello è il liquore fatto in casa con i profumi dei limoni di Sorrento. © Antonio Gravante/123RF

Dimmi che liquore bevi e ti dirò da dove vieni. Limoncello? Campania. Nocino? Emilia Romagna. Mirto? Sardegna. Anche se la distinzione non è più così vera, dal momento che i tre liquori hanno conquistato l’Italia intera e sempre più spesso succede di assaggiare del limoncello fatto in casa in Val d’Aosta o del Mirto sulle Dolomiti o, ancora, del Nocino in Sicilia. Questo perché le ricette sono alla portata e la soddisfazione di creare con le proprie mani il bicchierino da offrire agli amici (vantandosi) è sempre più diffusa. 

Limoncello fatto in casa: le origini campane

Va da sé che l’ingrediente principe del limoncello è il limone che, secondo la tradizione, dovrebbe essere di Sorrento nonostante sorrentini, amalfitani e capresi si contendano la paternità del liquore. Sia come sia, il più astuto fu l’imprenditore caprese Massimo Canale che, per primo, nel 1988, registrò il marchio “Limoncello”, rivendicando l’antica ricetta tramandata dalla nonna, Maria Antonia Farace. Mito a parte, per preparare il limoncello fatto in casa procuratevi una decina di limoni medio-grandi non trattati, 1,2 chili di zucchero, un litro e mezzo d’acqua e uno di alcol puro a 95°.

Iniziate lavando i limoni e sbucciandoli con un pela patate (facendo attenzione a non rimuovere anche la parte bianca della buccia, amara). Le scorze vanno ridotte in piccole listarelle e poi messe a macerare insieme a 750 ml di alcool per 15 giorni, in un vaso di vetro chiuso ermeticamente e conservato in un luogo fresco e buio. Trascorso il periodo mettere a bollire 720 ml d’acqua e 340 g di zucchero e mescolare fino a scioglierlo, quindi far raffreddare poi versare lo sciroppo nel vaso di vetro insieme ai restanti 250 ml di alcool. A questo punto chiudere di nuovo ermeticamente e lasciar riposare per altri 40 giorni sempre nello stesso posto fresco e buio. Infine aprire, filtrare, imbottigliare e mettere in freezer. A vostra discrezione se berlo come digestivo, con la macedonia o sui dolci. 

Nocino: il liquore speziato di Modena 

Il nocino è il liquore alle noci, speziato, di Modena. © ALFREDO COSENTINO/123RF

Da Modena arriva invece la ricetta del nocino, il liquore perfetto da sorseggiare a fine pasto ma anche per insaporire torte e dolci al cucchiaio. L’importante, per ottenere un nocino ad hoc, è scegliere noci verdi, ancora tenere: secondo la tradizione, infatti il 24 giugno, giorno di San Giovanni e non oltre il 29 giugno in modo da usare malli ancora teneri e immaturi.

Per prima cosa lavate una trentina di malli e tagliateli in quattro parti, quindi riponeteli in un vaso di vetro insieme a mezza stecca di cannella, 7 chiodi di garofano e la scorza di un limone (evitando, come sempre, la parte bianca). Infine versate 1 litro di alcol a 95°, chiudete e mettete il vaso in un luogo soleggiato, ricordandovi, di tanto in tanto, di aprilo e mescolare il contenuto. Trascorsi due mesi filtrate il composto con una garza, quindi mettete a bollire in un pentolino 700 ml di acqua e 800 g di zucchero, mescolate e poi diluite lo sciroppo. Infine imbottigliate il liquore in una bottiglia scura, chiudetela ermeticamente e lasciate che invecchi per 1 anno in luogo fresco e asciutto.

Mirto: dalle bacche al liquore sardo 

Il mirto, ovvero il liquore nato nella Sardegna dell’Ottocento, importato in Corsica dai banditi di Gallura, che si prepara con le bacche violacee (alcuni utilizzano anche le foglie) della pianta, è una delizia ormai esportata in mezzo mondo. Per ottenere il liquore migliore le bacche andrebbero raccolte in inverno, quando sono nere e non ancora troppo dure. Per la preparazione procuratevene circa 600 g e mettetele in un recipiente insieme a 1 litro di alcol puro a 90°, chiudete ermetica mente e lasciate riposare il composto per almeno 40 giorni in un posto fresco e buio ricordandovi di agitare, di tanto in tanto, il contenitore. Quindi filtrate l’alcool e, con uno strofinaccio, strizzate le bacche le bacche delicatamente. Nel frattempo mettete a bollire 1 litro d’acqua a e 600 g di zucchero, mescolate, fate raffreddare e quindi amalgamate lo sciroppo con l’alcool aromatizzato dalle bacche. Prima di imbottigliare filtrate nuovamente, poi richiudete e lasciate riposare il liquore per due mesi in un luogo fresco e asciutto.

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