Giochi violenti: cosa fare se i bambini picchiano?

Margherita Nava
I bambini possono a volte essere aggressivi, fino a venire alle mani. Come reagire a questi giochi violenti? Ecco qualche consiglio da seguire.

Quando i bambini si cimentano in "giochi violenti" c'è bisogno di cambiare qualcosa nel loro modo di comunicare con l'ambiente esterno e le persone che li circondano.


La maestra vi ha contattato di nuovo per dirvi che vostro figlio si dedica a giochi violenti; una mamma dell’asilo si lamenta che il vostro bambino ha morso il suo; oppure vi sentite impotenti quando il vostro piccolo di 3 anni alza le mani su di voi. A volte i bambini cominciano a colpire le persone del loro ambiente, siano essi i loro genitori o i loro compagni di classe. Ma perché sono aggressivi? Come reagire e far capire al proprio bambino che non deve colpire gli altri? Cerchiamo di rispondere a queste domande.

Giochi violenti: perché il mio bambino picchia?

Fin dalla più tenera età, i bambini cercano di comunicare con gli altri. Ad esempio, i bambini che non parlano ancora tendono a mordere alla minima contrarietà per farsi capire. In seguito, i bambini testano i limiti degli adulti, facendo un capriccio o colpendo se non ottengono ciò che vogliono. Verso i 3 o 4 anni, anche se sanno esprimersi, possono avere la sensazione di non essere considerati. Questa volta, per farsi capire, il bambino attirerà l'attenzione menando. Esempio: un bambino fa una domanda a sua madre. Quest'ultima, preoccupata per qualcosa d'altro, non gli risponde subito. Reazione immediata del bambino: la picchia. Anche se non riusciamo a rispondergli subito, dobbiamo fargli capire che noi, naturalmente, abbiamo sentito la sua domanda e che gli risponderemo non appena potremo, invece di ignorarlo.

Come reagire ai giochi violenti?

Dobbiamo essere fermi sin dall'inizio. Dire un secco “no” e fermare la sua mano ogni volta che cerca di colpire la mamma, spiegando con fermezza che non si picchia nessuno. Non ha senso neanche colpirlo a sua volta per fargli vedere quanto fa male. Questa reazione inappropriata sarebbe soltanto di cattivo esempio. L'errore da non fare: capitolare e cedere ai suoi capricci: in questo modo, indicate a vostro figlio che gli basta provocare abbastanza per arrivare ad ottenere ciò che vuole.
Tuttavia, se dite no a qualcosa, è imperativo che il vostro rifiuto sia giustificato e dovete spiegare le ragioni della vostra decisione. Infatti, nei bambini, il concetto di giustizia è importante. Non gli si può negare qualcosa senza ragione quando prima gli avevamo detto di si. In ogni caso la vita di un bambino è fatta di apprendimenti e anche se capitano attimi violenti, imparano presto da soli che ci sono altri modi per farsi capire e comunicare.

E se i bambini picchiano a scuola?

Se l'aggressività si manifesta a scuola, è responsabilità degli adulti regolare questi problemi. Inoltre, è importante che ci sia una base comune tra genitori e insegnanti, e che entrambi tengano lo stesso discorso sulle regole da seguire a scuola. Inoltre, se è il vostro bambino ad essere colpito, è necessario insegnargli ad avere il riflesso di rivolgersi alla sua maestra. Se è lui che colpisce, il vostro ruolo sarà anche quello di capire i motivi delle sue azioni e insegnargli a comunicare in modo diverso, facendogli capire che quello che ha fatto era sbagliato, cosicché non si ripetano questi gesti.

Giochi violenti: quando bisogna preoccuparsi?

Se non è la prima volta che il bambino mena le persone intorno a lui, bisogna cercare di capire che cosa può essere successo nella sua vita. Un bambino non diventa aggressivo senza ragione: può essere a causa di un trasloco, un divorzio, un atto di bullismo a scuola, un insuccesso scolastico, scarsa autostima o l'arrivo di un fratellino o di una sorellina. Non dimenticate che può essere importante l’aiuto di uno psicologo: quest'ultimo potrà definire le ragioni della sua aggressività e in poche sedute fare in modo che le parole sostituiscano i comportamenti violenti.

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