Coppie gay, coppie lesbiche: ecco come diventare genitori

Giulia Vola

Vietati in Italia ma legali in molti paesi all'estero (e quindi praticati anche dagli italiani), ecco tutti i modi in cui due persone dello stesso sesso possono aspirare all'omogenitorialità.

L'adozione, permessa in 25 paesi a genitori dello stesso sesso, è interdetta alle coppie omosessuali italiane. © Fabio Formaggio/123RF


Coppie gay: due papà in cerca di un bebè

Stepchild adoption: vietata dalla legge, ammessa dalla Cassazione

Il cammino degli aspiranti genitori omosessuali non è facile per tanti motivi. Segnato da pregiudizi e paure e imbrigliato dalle leggi dei paesi, assomiglia più che altro a uno zig zag dove non sempre le conquiste in Parlamento si traducono in soluzioni. È il caso, per esempio, della stepchild adoption, il punto che ha rischiato di stoppare l’approvazione delle Unioni Civili: stralciata dalla Legge Cirinnà, ma approvata dalla Corte di Cassazione con la sentenza 12962 che ha fatto giurisprudenza, dà la possibilità al partner di adottare il figlio naturale o adottivo dell’altro.


Maternità surrogata, ovvero l'utero in affitto

Diverso, invece, il discorso sulla maternità surrogata, bistrattata nell’infelice definizione di “utero in affitto”, ovvero l’inseminazione artificiale dell’ovulo della madre surrogata con lo spermatozoo del padre committente. Vietata in Italia (le pene vanno fino a due anni di carcere e la multa fino a due milioni di euro), anche in questo caso è stata più volte dibattuta dalla giurisprudenza dal momento che è permessa all’estero e quindi, chi se la può permettere (costa da 25 a 200mila euro) fa le valigie (vedi Nichi Vendola), parte e nove mesi dopo torna indietro con un neonato da iscrivere all’anagrafe e i conti con la giustizia da fare.


Adozione: nuova famiglia, nuovo paese

Infine, due uomini aspiranti genitori, possono valutare l’adozione anche se, in questo caso, devono optare per una cittadinanza estera dal momento che in Italia non è permessa. Il ventaglio dei 25 paesi dove è legale va da Israele agli Stati Uniti passando per Malta, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Austria, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Danimarca, Regno Unito e Irlanda, Spagna, Andorra e Portogallo. E ancora: dal Canada, all’Argentina, dal Sudafrica al Brasile, dall’Uruguay alla Colombia fino alla Nuova Zelanda.


Coppie lesbiche: le opportunità delle due mamme

Va da sé che il percorso delle coppie lesbiche per diventare genitori sia più semplice. Non in Italia, s’intende, laddove la legge 40/2004 vieta espressamente la procreazione medicalmente assistita - ovvero l’insieme di tutte quelle tecniche per la riproduzione - a una coppia di donne. Donne che però non si perdono d’animo, mettono da parte il denaro necessario e vanno all’estero: Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito, Belgio, Finlandia, Danimarca, Grecia e Svezia i Paesi in cui è accessibile.

Il primo trattamento che viene proposto a due aspiranti mamme è l’inseminazione artificiale che, per ovvi motivi, necessita di un donatore esterno e quindi si traduce nell’inseminazione eterologa. Altrettanto diffusa è la cosiddetta Fiv-et, ovvero Fecondazione in vitro con sperma di donatore: una volta formato, l’embrione viene trasferito nell’utero della donna che porta avanti la gravidanza. Le altre strade sono l’embriodonazione - la fecondazione in vitro di ovulo e spermatozoo di donatori anonimi che nulla hanno a che vedere con la coppia -, l’ovodonazione - quando una donna dona ovociti a un’altra, solitamente dopo ripetuti insuccessi di fecondazione artificiale - e la Ropa, traducibile come l’ovodonazione con doppia maternità, tecnica prevista solo in Belgio e in Spagna. In questo caso gli ovuli di una sono fecondati in vitro e poi inseriti nell’utero dell’altra che porta avanti la gravidanza.

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