Massaggi happy ending: il finale (illegale) dei centri benessere

Giulia Vola
Secondo il Codacons i centri massaggi cinesi meglio noti come "happy ending" sono quasi 5mila, con un giro d'affari da 500milioni di euro l'anno: dentro, prostituirsi è la norma 
Qualcuno li chiama "massaggi romantici": sono i massaggi per soli uomini dei centri che quando vengono chiusi, rispuntano come funghi. © domenicogelermo/123RF

 

Massaggi happy? Finali illegali 

Si spacciano per centri benessere, sono per lo più gestiti da cinesi, qualcuno da thailandesi, sono tutti per uomini. Una volta dentro, però, le prestazioni sono massaggi romantici per qualcuno, massaggi happy ending per qualcun altro. L'illegale lieto fine è il trattamento speciale ai clienti disposti a scucire qualche decina d’euro in più per “un rapporto sessuale più o meno completo”, come scrivono i verbali di polizia e carabinieri che, ogni volta che mettono i sigilli a uno ne vedono spuntare un altro poco più in là. In Italia, secondo una stima del Codacons sono quasi 5mila, con un giro d'affari da 500milioni di euro l'anno. Insomma, vere e proprie case a luci rosse, dove il reclutamento e lo sfruttamento della prostituzione è l’ultimo dei problemi (dei gestori e dei clienti).


Massaggi cinesi, thailandesi: tariffe e prestazioni 

Il centro giusto s’individua per passaparola o cercando online sui siti ad hoc. Sono aperti fino a mezzanotte. Di solito hanno le vetrine oscurate e raramente sono a bordo strada, più spesso dentro i condomini. In tutti aleggia un profumo nauseabondo. Di solito il pavimento e in linoleum e le luci sono soffuse. In alcuni i clienti vengono fidelizzati con una tessera a punti o sconti online per i clienti: ogni dieci bollini una prestazione sessuale in omaggio perché se quello della prostituta è il mestiere più antico del mondo, il massaggio happy ending, a detta di chi l’ha provato, è “una delle esperienze più gratificanti dell’esistenza”.

Funziona così: dei massaggi pubblicizzati - cinese, tailandese, giapponese, a quattro mani, in vasca - quasi mai nessuno sa niente. “Oggi solo massaggio romantico” rispondono ai curiosi le massaggiatrici alias prostitute in minigonna che non mettono mai il naso fuori da quelle quattro mura.  Ragazze che di muscolatura e tecniche di massaggio sanno poco o niente. A nessuno di quelli che le ha messe lì, per fare soldi sfruttando il loro corpo e i vizi degli uomini, importa nulla di come si fa un massaggio vero. Ragazze che offrono servizi diversi: dalla masturbazione al rapporto completo con tariffe che vanno dai 30 (per un’ora) ai 150 e con 10 euro in più soddisfano gli extra.

Ragazze che chissà cosa volevano fare nella loro vita e si ritrovano confinate in quelle stanze, a lavorare 12 ore al giorno con oli e unguenti, soddisfacendo le richieste dei clienti che raramente vanno a trovarle per problemi di sciatica. Ragazze che, quando colte in flagranza di reato, farfugliano di non conoscere la legge. Ragazze che offrono happy ending e rischiano una brutta fine. 

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2 Commenti

È incredibile che ancora oggi, nel 2016, ci siano benpensanti che considerano la prostituzione uno sfruttamento.  Siamo circondati da Paesi, Austria, Svizzera, Germania per tacere degli altri ove la prostituzione non solo è legale, ma tassata, controllata sanitariamente,  benvenuta.  qui in Italia tua no. E perché? Perché ci sono ancora femministe coi capelli bianchi che non hanno ancora capito che lo sfruttamento e il degrado è quello delle nostre strade, non dei centri massaggi o dei bordelli europei legali. Quanto male ha fatto all'Italia la chiesa è la sinistra. Non finirà mai

Frequento centro massaggi da circa 6 anni, alcuni , pochi per fortuna ,corrispondono a come li descrivi, la maggior parte di quelli che frequento sono puliti, areati e le ragazze non vanno oltre il massaggio che in parecchi casi sanno eseguire in modo molto rilassante e piacevole. Imparate a non essere prevenuti, non tutte le ragazze che ci lavorano fanno le puttane. Quando leggo  articoli che generalizzano mi viene il voltastomaco