Massaggi happy ending: il finale (illegale) dei centri benessere

Giulia Vola
Gli inquirenti ne chiudono uno dopo l'altro ma i centri benessere che dispensano i massaggi happy ending (illegali prestazioni sessuali) continuano ad aprire.

I massaggi happy ending, anche noti come massaggi romantici sono quelli dispensati illegalmente in alcuni centri benessere cinesi.


Li chiamano massaggi happy ending, dove per lieto fine s’intende il trattamento speciale ai clienti disposti a scucire qualche decina d’euro in più per “godere”, come dicono loro, “per un rapporto sessuale più o meno completo”, scrivono i verbali di polizia e carabinieri. Li chiamano anche massaggi romantici, peccato che siano proibiti per legge. Poco male: per un centro benessere chiuso dalle forze dell’ordine ce n’è un altro che apre. Quelli che dispensano il finale con sorpresa (niente è gratis, ovviamente) sono per lo più a gestione cinese (ma anche da thailandese): vere e proprie case a luci rosse, dove il reclutamento e lo sfruttamento della prostituzione è l’ultimo dei problemi (dei gestori e dei clienti). 

L’ultimo centro che dispensava massaggi happy ending è stato chiuso a Palermo, il 18 febbraio 2016. Vasche in rovere, stanze ben arredate, luci soffuse e una tessera a punti per i clienti: ogni dieci bollini una prestazione sessuale in omaggio. Al penultimo hanno messo i sigilli alla fine del 2015, a Napoli, al terzultimo sei mesi fa, a Milano, mentre all’interno ancora c’erano professionisti in attesa del servizio: gli inquirenti sanno che la solfa è destinata a ripetersi nel tempo perché se quello della prostituta è il mestiere più antico del mondo, il massaggio happy ending, a detta di chi l’ha provato, è “una delle esperienze più gratificanti dell’esistenza”. 

Funziona così: il centro giusto s’individua per passaparola o con l’esperienza. Di solito hanno le vetrine oscurate e raramente sono a bordo strada. Entrando le luci sono soffuse, il pavimento è (spesso) di linoleum travestito da parquet e dei massaggi pubblicizzati - cinese, tailandese, giapponese, a quattro mani, in vasca - quasi mai nessuno sa niente. “Oggi solo massaggio romantico” rispondono ai curiosi le massaggiatrici alias prostitute in minigonna che non mettono mai il naso fuori da quelle quattro mura. Ragazze che chissà cosa volevano fare nella vita e si ritrovano confinate in quelle stanze, a lavorare 12 ore al giorno con oli e unguenti, soddisfacendo le richieste dei clienti che raramente vanno a trovarle per problemi di sciatica. 

Problemi che, per altro, le massaggiatrici improvvisate non saprebbero da che parte prendere perché di muscolatura e tecniche di massaggio sanno poco o niente. A nessuno di quelli che le ha messe lì, per fare soldi sfruttando il loro corpo e i vizi degli uomini, importa nulla di come si fa un massaggio vero.

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1 Commento

È incredibile che ancora oggi, nel 2016, ci siano benpensanti che considerano la prostituzione uno sfruttamento.  Siamo circondati da Paesi, Austria, Svizzera, Germania per tacere degli altri ove la prostituzione non solo è legale, ma tassata, controllata sanitariamente,  benvenuta.  qui in Italia tua no. E perché? Perché ci sono ancora femministe coi capelli bianchi che non hanno ancora capito che lo sfruttamento e il degrado è quello delle nostre strade, non dei centri massaggi o dei bordelli europei legali. Quanto male ha fatto all'Italia la chiesa è la sinistra. Non finirà mai