Mio figlio è stato bocciato alla maturità: cosa fare?

5 consigli per superare una bocciatura alla maturità

Vostro figlio non è stato ammesso alla maturità? Oppure non ha superato l'esame? Ecco 5 consigli per affrontare la situazione.

Una bocciatura non è sempre un fallimento


Alla fine dell'anno scolastico sono usciti i risultati. E vostro figlio, a sorpresa o no, non è stato ammesso alla maturità. Oppure i professori hanno lasciato che passasse le prove scritte e orali, e l'hanno bocciato dopo gli esami. In casa regna un'atmosfera di rassegnazione, rabbia, commiserazione... ecco qualche consiglio per uscirne.

1- Sdrammatizzare
Oggi il diploma di scuola superiore è diventato indispensabile agli occhi dei genitori (e non solo). Tuttavia, non riuscire a passarlo una prima volta non deve essere considerato come un fallimento totale! I motivi per cui vostro figlio non ha superato gli esami possono essere tanti. Senza minimizzare la situazione, bisogna evitare di aggredirlo e di rimproverarlo a oltranza, perché si corre il rischio che si chiuda in se stesso.

2- Restare positivi
Se vostro figlio sceglie di ripetere l’anno, sappiate che è sulla buona strada! La cosa migliore è che inizi a studiare durante le vacanze e che, durante il nuovo anno scolastico, dimostri di meritare la promozione. I genitori devono stare tranquilli: essere bocciati alla maturità non pregiudica il successo in campo scolastico e lavorativo. Basta non demoralizzarsi e rimboccarsi le maniche.

3- Un’altra occasione
Come abbiamo detto, una bocciatura non è un fallimento che rovina per sempre. Ci sono ragazzi bocciati che superano i test di ammissione delle facoltà universitarie più selettive, e senza raccomandazioni. Ripetere l'anno, infatti, può essere l'occasione per crescere e diventare più responsabili. L'importante è che né i ragazzi né i genitori abbiano un atteggiamento fatalista, del tipo “tanto non ce la farà mai...”.

4- Pensare al futuro
Durante l'adolescenza, lo studio non è sempre una delle priorità dei ragazzi. Crescendo, però, possono rendersi conto che studiare è l'unico modo per raggiungere i loro obiettivi lavorativi, che vogliano andare all'università o no. Una volta che vostro figlio ha il diploma in tasca, per esempio, potrebbe decidere di andare all'estero per imparare una nuova lingua e avere delle nuove opportunità di lavoro. Proiettarsi verso questi eventi dovrebbe spingerlo a studiare.

5- Individuare il problema
Anche voi siete rimasti deluse da questa bocciatura, e avete deciso di seguire vostro figlio più da vicino l’anno prossimo. Per aiutarlo, è importante capire quali sono i problemi che hanno determinato la bocciatura. Si tratta di semplice svogliatezza? Oppure è un problema che non ha nulla a che vedere con la scuola? A volte, potrebbe essere meglio cambiare istituto. Discutetene insieme per trovare una soluzione, rivolgendovi anche ai professori (ed eventualmente a uno psicologo) per avere qualche consiglio.

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