Rivoluzione contro l'Hiv: la pillola preventiva funziona

Il trattamento a base di Tenofovir/emtricitabina riduce il rischio di infezione da Hiv, correlato all'AIDS. A provarlo, un recente studio inglese, appena pubblicato.

Appena scoperto un farmaco che sarebbe in grado di prevenire l'Hiv.


La notizia pare rivoluzionaria. Il Truvada, medicinale a base di Tenofovir/emtricitabina approvato qualche anno fa nel trattamento contro l'Hiv, sarebbe anche in grado di prevenire e ridurre il rischio di infezione, a sua volta correlata all'Aids.

Il farmaco, già approvato nel 2012 dall'organismo di controllo sui farmaci statunitense (la Fda) avrebbe dato prova, durante i test, di un'efficacia così ampia da spingere i ricercatori che l'hanno studiato a consigliarne l'utilizzo in via preventiva per i gruppi e le persone particolarmente a rischio di contrarre l'infezione da Hiv. Il team in questione è composto dai ricercatori della University College di Londra, che hanno appena pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet i risultati del loro lavoro.

Oggetto di analisi, la pillola Truvada, nata appunto come terapia per l'Hiv: i medici inglesi ne hanno valutato le performance seguendo il lavoro di 13 cliniche, all'interno delle quali è stato chiesto a 544 soggetti omosessuali sani di prendere il farmaco quotidianamente dal novembre 2012 all'aprile 2014. La metà prendevano effettivamente la pillola Truvada, il secondo gruppo (di controllo) assumeva invece un placebo. Le scelte dei soggetti non erano casuali. L'Oms aveva lanciato l'allarme: il rischio di contrarre l'Hiv è 19 volte più alto tra gli omosessuali che ne resto della popolazione. Europa e Stati Uniti negli ultimi anni hanno visto una nuova crescita del fenomeno. Invece, i ricercatori alla fine dei due anni hanno notato che i casi di contagio nel gruppo sottoposto a terapia sono stati solo tre, contro i 20 del gruppo di controllo. "Questi risultati supportano l'utilizzo della profilassi pre-esposizione insieme agli altri mezzi di prevenzione per gli uomini che hanno rapporti ad alto rischio con altri uomini" hanno scritto gli autori.

Un'efficacia ancora maggiore è stata dimostrata da un altro studio statunitense, condotto Kaiser Permanente San Francisco Medical Center e durato 2 anni e mezzo, ha analizzato l'efficacia del farmaco su 657 persone, in maggioranza omosessuali: la protezione è risultata del 100%, con nessuna nuova infezione da Hiv.
Risultato doppiamente incoraggiante.

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