Elettrostimolazioni: usi, benefici e controindicazioni

Barbara Leoni

Fisico tonico senza fare fatica? No, l’elettrostimolatore muscolare funziona se abbinato a sport e dieta sana. Ma ci sono delle controindicazioni.
 

L'elettrostimolatore addominale è impiegato per ottenere una pancia tonica. © microgen / 123RF


Atleti, gente comune e un gran numero di donne, tutti ricorrono all’elettrostimolazione, trattamento impiegato su larga scala in tre settori differenti: l’elettrostimolazione terapeutica, l’elettrostimolazione in campo sportivo e l’elettrostimolazione estetica. A che scopo? Per aumentare la massa muscolare, rafforzarla, favorire il rilassamento e anche per dimagrire. Per chi pratica sport l’elettrostimolazione è in grado, infatti, di potenziare le performance atletiche ma è uno strumento valido anche per chi desidera mantenersi semplicemente in forma. È importante però saper scegliere l’elettrostimolatore, utilizzarlo in modo corretto e conoscerne limiti e difetti.


Che cos’è l’elettrostimolazione muscolare?

Sono le donne, ovviamente, a ricorrere in maggioranza all’elettrostimolatore, vuoi per migliorare il tono muscolare, vuoi per ridurre gli accumuli di grasso in eccesso ed eliminare la celebre “buccia d’arancia”. Come funziona? Applicando degli elettrodi su determinate zone del corpo (addome, gambe, glutei, fianchi, etc.) che, collegati ad un apparecchio, stimolano i muscoli alla contrazione ritmica attraverso delle scariche elettriche. L’elettrostimolazione può essere regolata per intensità e frequenza. In sostanza si tratta di una ginnastica passiva che allena i muscoli come in palestra con la differenza del “non fare fatica”.  Bando ai pigri però, perché l'utilizzo è efficace se abbinato ad un’attività fisica costante, all’assunzione di molta acqua quotidianamente e ad una corretta alimentazione.


Come utilizzarla?

L’elettrostimolazione va impiegata con cautela, quindi come, quanto e dove. È preferibile non ricorrervi tutti i giorni e non sugli stessi gruppi muscolari. È sconsigliato il superamento di sessanta minuti al giorno e, come già detto, è importante affiancare un’abituale attività fisica e un’alimentazione sana ed equilibrata ricordandosi che l’elettrostimolazione non sostituisce un programma di allenamento. Gli elettrodi sono di diverse dimensioni, pertanto sarà opportuno saper valutare quali sono più adatti per il proprio corpo e in base agli obiettivi che si intendono raggiungere. Tra gli errori più comuni c’è il posizionamento scorretto degli elettrodi sui muscoli antagonisti. Per riscontrare i primi risultati bisognerà attendere almeno un mese.


Elettrostimolatore per dimagrire?

La lipolisi tramite elettrostimolazione è molto diffusa come pratica e consente la tonificazione e il modellamento di cosce, glutei e gambe. La stimolazione tramite elettrodi aumenta la circolazione sanguigna e favorisce il sistema linfatico. Le contrazioni in sequenza permettono quindi di migliorare la capillarizzazione e la vascolarizzazione, rafforzare il tessuto muscolare, drenare i liquidi e ridurre il grasso in eccesso.


Altri benefici dell’elettrostimolatore

L’elettrostimolazione è indicata anche per le persone che soffrono di problemi circolatori, per gli emiplegici, per alleviare dolori cervicali o lombari, per la rieducazione posturale o la rivitalizzazione di gruppi muscolari specifici a seguito di incidenti. Il rafforzamento muscolare, inoltre, permette una maggiore capacità di sostenere correttamente il corpo e di prevenire il dolore, evitando di incorrere in possibili lesioni ossee, o a legamenti e tendini.


Elettrostimolazione: controindicazioni

L’elettrostimolazione non è adatta a tutti. Intanto non va utilizzata sotto i diciotto anni, o meglio, quando il corpo è ancora in fase di sviluppo. Va evitata dalle persone che hanno subito interventi con dispositivi elettronici, defibrillatori o pacemaker, dagli epilettici, in stato di gravidanza, da individui affetti da trombosi o ischemia, da gravi problemi di salute, come tumori all’apparato digerente e da malattie cardiache. Gli elettrodi non vanno mai posizionati sulle parti anteriori e laterali del collo, sulla zona toracica nel caso di aritmie cardiache e sulla fascia addominale in caso di ernie. È consigliato il consulto medico previo l’utilizzo.


L’elettrostimolatore funziona e quali sono i pericoli?

Il mondo scientifico continua ad esprimere pareri contrastanti sia sull’efficacia sia sulle possibili controindicazioni dell’elettrostimolazione che avrebbe causato ad alcuni pazienti un danneggiamento muscolare per via di un utilizzo scorretto. A sollevare il tema è stato un gruppo internazionale di esperti coordinato da Nicola Maffiuletti, direttore dello Human Performance Lab presso la Schulthess Clinic di Zurigo, con una lettera pubblicata dal British Medical Journal (BMJ) in cui i medici denunciano tre casi di rabdomiolisi, ovvero la rottura delle fibre muscolari, in seguito all’elettrostimolazione. Una rottura muscolare che porta al rilascio della mioglobina che, se accumulata, potrebbe danneggiare le cellule dei reni. Inoltre l’applicazione mutuata dai campi della fisioterapia e della riabilitazione connota erroneamente l’elettrostimolazione come una tecnica sicura e il business del fitness ne ha estremizzato l’utilizzo non curandosi delle conseguenze, con l’applicazione degli elettrodi contemporaneamente su tutto il corpo, con dosi di corrente standard e durante l’esecuzione di esercizi in movimenti. Tutti impieghi sbagliati a cui dei provvedimenti per una maggiore regolamentazione dovrebbe mettere fine.

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